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pubblicato il 15 settembre 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Multe via email nel 2019, sarà una corsa a ostacoli

Verbali digitalizzati? La strada è ancora molto lunga

Multe via email nel 2019, sarà una corsa a ostacoli

Sta avendo una certa eco sul web una notizia sulle multe via email: niente più verbali di carta inviati tramite raccomandata nella temutissima busta verde, ma contravvenzione digitali. Stando ad alcuni forum online, le multe mandate al proprietario dell’auto attraverso i computer saranno realtà nel 2019, mediante la PEC, Posta Elettronica Certificata. Ma le cose, spiega Poliziamunicipale.it, non sono proprio così. Per capirci di più, partiamo dall’inizio: la questione ha preso il via dalla stesura definitiva di uno schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale). Si prevede l’introduzione del "Domicilio digitale delle persone fisiche". Obiettivo, facilitare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini.

Occhio a tre punti chiave

Anzitutto, le nuove disposizioni sono solo uno schema, e hanno necessità di essere approvate in via definitiva dal Consiglio dei ministri. Secondo, c’è una mera facoltà per il privato cittadino di indicare un domicilio digitale: è l’automobilista a decidere se ricevere le eventuali multe da Codice della Strada via email. Terzo: se arriverà l’approvazione delle regole, e se il cittadino accetterà le comunicazioni elettroniche, la carta potrebbe restare l’unico strumento che conta. Alla fine, se ricevi la multa per posta nella busta verde, allora la notifica è stata perfezionata e da quel momento si contano i giorni per pagare il verbale.

In passato, tentativo andato a vuoto

C’è di più, sottolinea Poliziamunicipale.it. Già la legge 98/2013 aveva previsto che, con decreto interministeriale, entro quattro mesi, le procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del Codice della Strada tramite posta elettronica certificata nei confronti dei soggetti abilitati all’utilizzo della posta medesima. Il risultato? Sono passati quattro anni, e le notifiche avvengono via posta normale. Fra le intenzioni, seppure lodevoli, del legislatore, e la realtà la distanza è spesso notevole. Come altre regole insegnano, non ultima la spartizione dei proventi degli autovelox fra i Comuni e i proprietari delle strade: la legge è del 2010, e a distanza di sette anni manca il decreto che attui quella novità.

Come stanno le cose

In conclusione, oggi e chissà ancora per quanti anni le multe verranno inviate per posta tradizionale. Dalla notifica, si hanno 60 giorni per pagare. In alternativa, si può fare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni versando 43 euro di tassa allo Stato, o al Prefetto entro 60 giorni (vedi qui), purché la contravvenzione non venga pagata. Volendo, se l’infrazione non è grave, si può chiudere i conti pagando entro 5 giorni dalla notifica, con lo sconto del 30%. Invece, per le multe via mail, i giochi sono aperti: non resta che attendere, anche se si tratta di una corsa a ostacoli.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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