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pubblicato il 14 settembre 2017

Mercedes-AMG Project One, la “provocazione” alla Ferrari


L’hypercar tedesca è una sfida tecnologica, che si allarga alla F1, a Maranello. Ecco perché

Mercedes-AMG Project One, la “provocazione” alla Ferrari
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E’ stata una delle novità più eclatanti del Salone di Francoforte, la Project One. Non tanto per i 1.000 CV della sua Power Unit, visto che la Bugatti Chiron, tanto per citarne una, è già arrivata a 1.500 (con il solo motore a benzina). E nemmeno per il design, che non ha particolarmente entusiasmato, soprattutto nella parte anteriore. Ciò che impressiona, dell’hypercar tedesca, è il travaso di tecnologia dalla Formula 1 alla strada. Un modo di dire, quest’ultimo, usato (e spesso abusato) già in passato, ma che in questo caso calza al 100% e che Mercedes potrebbe sfruttare anche per fini politici in Formula 1, anche “contro” la Ferrari.

Questioni filosofiche

A domanda specifica su cosa ne pensino della Project One, in Ferrari hanno risposto che non è nella filosofia del Cavallino portare su strada la tecnologia da F1 nella sua interezza, ma sfruttare il know-how maturato in pista per innalzare il livello delle stradali. Due tra gli esempi migliori in questo senso sono la F50 (tra le altre cose, monoscocca in fibra di carbonio con motore posteriore-centrale portante, proprio come una monoposto di F1) e la LaFerrari, dotata di motorizzazione ibrida, anche se in quest'ultimo caso la macchina di serie nasce prima che il regolamento sportivo entri in vigore. In ogni caso, proprio questa sfumatura su “quanto Formula 1” portare su strada potrebbe essere però (il condizionale è d’obbligo perché Mercedes non ha rilasciato dichiarazioni in merito) il vero punto chiave della sfida tra tedeschi e italiani, dentro e fuori le piste, passando per gli uffici dove si discutono i regolamenti della massima Formula. Eh sì perché la Project One, proprio come la macchina che domina il Mondiale dal 2014 a oggi, sfrutta il doppio recupero dell’energia.

Una sulla turbina, una sull’albero motore

Si chiamano MGU-H e MGU-K e sono i sistemi che recuperano l’energia in una moderna Formula 1: la prima dalla turbina, la seconda dall’albero motore. Una complicazione tecnica e tecnologica pazzesca, di cui molti, in F1, farebbero a meno. Il motivo? Secondo loro, i benefici per la produzione in serie sarebbero limitati, se non inesistenti: ecco perché si sta facendo largo l’ipotesi di rinunciare alla MGU-H. Cosa che però non piace a Mercedes, visto che squadra (e soluzione tecnica) che vince non si cambia. Proprio il fatto di aver adottato una MGU-H su una vettura omologata per la strada potrebbe essere la leva su cui i tedeschi lavorerebbero per non far passare la linea della “semplificazione” tecnica della F1. Certo, direte voi: 275 esemplari al mondo della Project One non si possono considerare un beneficio per la mobilità nel suo complesso. Vero, ma non è detto che col tempo tale soluzione non si possa allargare a modelli ben più “popolari”.

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Tag: Curiosità , auto europee , auto italiane , francoforte


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