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Retrospettive

pubblicato il 27 agosto 2017

Porsche Carrera GT, meraviglia meccanica

Amata dagli appassionati, sconosciuta ai più, è una delle auto più incredibili di sempre

Porsche Carrera GT, meraviglia meccanica
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Adorata dalla critica e dagli appassionati, quasi sconosciuta ai più. Strano destino, quello della Porsche Carrera GT, che non ha avuto, né mai avrà, nemmeno la metà della gloria e della fama della Ferrari F40, tanto per dirne una, oppure della McLaren F1. Nota per i fan dei rispettivi marchi: qui non si stanno facendo confronti, non è questa la sede per stabilire qual è la migliore tra le auto citate (ammesso e non concesso che si possa fare, anche perché le epoche sono diverse), si sta solo affermando che la Carrera GT è una di quelle macchine eccezionali che solo i veri intenditori conoscono e apprezzano. Non tanto e non solo per i 612 CV del suo V10 5.7 aspirato, ma anche per la raffinatezza della sua meccanica, che all’inizio degli anni Duemila è senza dubbio il meglio che si possa trovare al mondo, insieme a quella di pochissime altre hypercar. Ecco dunque la storia di questo oggetto molto particolare, prodotto in meno di 1.500 esemplari.

Dalle corse alla strada

Auto di serie che sfruttano soluzioni pensate per il motorsport ce ne sono e ce ne saranno tantissime. Ce ne sono alcune, però, in cui il legame lo si ritrova più forte che in altre. E’ questo il caso della Carrera GT, il cui motore V10 deriva da un progetto che la Casa tedesca inizia nei primi anni Novanta niente meno che per la Formula 1; non a caso la lubrificazione è a carter secco, c’è un doppio albero a camme in testa con fasatura variabile lato aspirazione, le valvole di scarico sono raffreddate al sodio e la zona rossa del contagiri è a quota 8.400 giri. Tale propulsore non scende mai in pista ma in Porsche non buttano via il lavoro fatto; ne aumentano la cilindrata fino a 5,7 litri e pensano di utilizzarlo per il prototipo da utilizzare a Le Mans nel 1999. Anche questa volta, però, nulla di fatto. Il motivo? Duplice.

Una storia intrecciata a quella della Cayenne

Da una parte, pare che il Gruppo VW non volesse farsi concorrenza interna (cosa poi comunque successa, qualche anno dopo), alla caccia di Le Mans, dato l’impegno di Audi. Dall’altra, alla fine degli anni Novanta c’è molto fermento in Porsche per via di una rivoluzione in arrivo: la Cayenne. Un modello fondamentale, su cui vengono dirottate le risorse più importanti. Con lungimiranza: l’auto è controversa, gli amanti del marchio la vedono come fumo negli occhi, ma di fatto risana le casse della Casa di Zuffenhausen e ci fa godere, ancora oggi, delle Porsche più sportive. Tornando alla Carrera GT, viene presentata in forma di concept e con un futuro più che incerto al Salone di Parigi del 2000. Il pubblico mostra un interesse sorprendente e, nel 2004, inizia la produzione nello stabilimento di Leipzig.

Telaio monoscocca in fibra di carbonio

Tra le tante chicche della Carrera GT, forse ancor più del motore, merita menzione il telaio monoscocca in fibra di carbonio realizzato dall’italiana ATR Composites. Dello stesso materiale è realizzato il telaio ausiliario, mentre le sospensioni sono di tipo push-rod. Il carbonio - insieme alla ceramica - è presente anche nell’impianto frenante, più precisamente nei dischi autoventilanti, con quelli anteriori da 380 mm di diametro che fanno una gran scena dietro i cerchi da 19” (quelli posteriori invece sono da 20”). Non è invece una novità, soprattutto in Casa Porsche, l’ala posteriore che si solleva al di sopra dei 110 km/h per incrementare il carico aerodinamico. Il cambio? Rigorosamente manuale, a sei marce.

Meno di 1.500 in tutto il mondo

Ecco, forse, uno dei motivi per cui la Carrera GT non toccherà mai i picchi di notorietà di macchine come la F40 è da imputare alla scelta, da parte di Porsche, di farne “tante”: 1.500 per la precisione. In realtà non ne verranno mai fatte 1.500, ma poco meno di 1.300, perché un cambiamento nelle norme di sicurezza americane in tema di airbag porta Porsche a un’interruzione anticipata delle vendite; un adeguamento della macchina e della produzione sarebbe stata troppo costosa. La sua carriera va dunque dal 2003 al 2006.

Numeri da prima della classe

Lunga 4,61 metri, larga 1,92 e alta appena 1,17, la Carrera GT tocca i 330 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi. Più significativo, dato il genere di vettura, è il tempo necessario a completare un giro sul vecchio Nurburgring: 7’28”, 3,5 secondi più lenta della coetanea Ferrari Enzo, ma ancora 36esima assoluta.

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Tag: Retrospettive , Porsche , nurburgring , auto storiche , auto europee


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