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Prototipi e Concept

pubblicato il 28 agosto 2017

Dossier Concept Dimenticate

Ferrari Mythos, la Testarossa con aerodinamica attiva

Realizzata da Pininfarina, nasce dalla stessa piattaforma della V12 del 1984 ma con un look completamente rivisto

Ferrari Mythos, la Testarossa con aerodinamica attiva
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La settimana scorsa Ferrari ha rilasciato le foto e le informazioni ufficiali della nuova Portofino, la coupè-cabriolet sportiva da 600 CV che prende il posto della California T. Per celebrare la "nuova nata" del Cavallino, abbiamo deciso di rispolverare un prototipo di scoperta Ferrari del 1989, la Mythos. Realizzata da Pininfarina a partire dalla piattaforma e dalla meccanica della Testarossa, questa barchetta non è mai stata pensata per la produzione in serie, quanto piuttosto per sperimentare un nuovo corso stilistico che combinasse il carattere di un’auto da corsa con quello di una granturismo adatta ai viaggi e alle località più esclusive.

La speedster di un domani passato

Per questo progetto, Ferrari e Pininfarina avevano considerato la carrozzeria coupé, targa e appunto quella barchetta, senza tetto e finestrini laterali, che alla fine ha avuto il via libera. Per la base di partenza, come già detto, si è optato per quella della Testarossa ma, rispetto a quest’ultima, il corpo carrozzeria della Mythos è stato allargato di quasi 13 cm, accorciato di 15 e ulteriormente ribassato di 7,6 cm per darle ancora più carattere su strada e migliorare l’impatto aerodinamico. Il design, specialmente nel frontale, trae ispirazione da quello della F40, mentre per gli interni si è scelto uno stile minimalista che ricordasse le auto da corsa, con sedili avvolgenti, una strumentazione essenziale e le cinture di sicurezza a bretella incorporate.

Aerodinamica attiva per prestazioni da vera sportiva

A dettare le linee guida per lo stile della Ferrari Mythos ci ha pensato l’aerodinamica: per i pannelli della carrozzeria sono stati usati dei materiali compositi ultraleggeri, modellati in modo tale da offrire la minore resistenza all’aria. Due grandi prese d’aria laterali servivano a raffreddare il poderoso dodici cilindri da 4,9 litri e 390 CV preso "in prestito" dalla Testarossa, e sulla coda era installato uno spoiler in grado di sollevarsi di 30 cm e di inclinarsi di 12 gradi per aumentare la deportanza quando necessario. Ma non finisce qui, perché c’era anche uno splitter retrattile installato sotto al paraurti anteriore capace di muoversi di 3 cm. In sintesi, un concentrato di tecnologia che le permetteva di raggiungere i 290 km/h di velocità massima e fare lo 0-100 km/h in 6,2 secondi, con tante soluzioni di aerodinamica attiva che ancora oggi troviamo sulle Rosse di serie. Ufficialmente, è stata realizzata solamente una Ferrari Mythos  e, dopo la sua presentazione al Salone di Tokyo del 1989, è stata collocata in mostra presso lo stabilimento Pininfarina di Cambiano. In realtà, pare che il facoltoso Sultano del Brunei si sia innamorato della Mythos e se ne sia fatto realizzare due esemplari, perfettamente marcianti, per arricchire la sua collezione.

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Tag: Prototipi e Concept , Ferrari , auto italiane


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