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pubblicato il 22 agosto 2017

Nuova BMW M5, trazione posteriore o integrale a scelta

L’M xDrive permette di scegliere se scaricare i 600 CV del V8 fra due o quattro ruote motrici

Nuova BMW M5,  trazione posteriore o integrale a scelta
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La nuova BMW M5 ha la trazione integrale, per la prima volta nella sua storia. La cosa già si sapeva, dalle indiscrezioni emerse nei mesi scorsi, ma adesso è ufficiale. Gli smanettoni possono però stare tranquilli, perché i tedeschi (i colleghi di Mercedes-AMG hanno fatto qualcosa di simile sulla E63 4Matic) hanno pensato a loro: la mappatura più estrema dell’M xDrive prevede l’esclusione dell’asse anteriore e fa ritornare la M5 alla tradizione, cioè alla trazione posteriore, che se la deve vedere con i 600 CV e soprattutto i 750 Nm di coppia disponibili già a 1.800 giri, e fino a 5.600, del rinnovato V8 4.4 biturbo dotato di tecnologia M TwinPower Turbo. Impressionanti i numeri: i 3,4 secondi per bruciare lo 0-100 km/h e gli 11,1 per lo 0-200 km/h pongono la nuova M5 ai livelli di supercar di altissimo livello, ben più dei 305 km/h di velocità di punta, limitati elettronicamente, raggiungibili se si opta per l’M Driver’s Package (diversamente, la punta è di 250 km/h). Il cambio è un automatico con convertitore di coppia a 8 marce, mentre le sospensioni sono regolabili. Ecco tutti i dettagli. Anzi, prima il prezzo (in Germania): 117.900 euro. Gli ordini aprono a settembre e per vederla dal vero basterà andare al Salone di Francoforte.

M xDrive con differenziale M attivo

Nonostante il motore, impressionante, il centro dell’attenzione della nuova M5 è la trasmissione, che si basa sui componenti - rinforzati, per far fronte ai numeri del V8 - dell’xDrive di BMW, con l’aggiunta però del differenziale posteriore M attivo (autobloccante) e del sistema di controllo M, che ripartisce la coppia tra avantreno e retrotreno mediante una frizione gestita da algoritmi specifici e, ovviamente, più orientati alla sportività. Come sulle supercar più estreme e raffinate, inoltre, i controlli elettronici sono stati progettati e messi a punto non solo per aumentare la sicurezza, ma anche per migliorare le prestazioni e, su richiesta, per consentire dei traversi senza (troppi) pericoli: gli adattamenti che la centralina apporta alla gestione della trazione in base alle condizioni della strada e dello stile di guida fanno sì che l’ESP intervenga molto di rado, solo in casi estremi e, comunque, con discrezione.

A trazione posteriore, senza ESP


Sì, avete letto bene: per riportare la M5 alla trazione posteriore dovete anche accettare la disattivazione dell’ESP. Gli ingegneri BMW sembra volessero lanciare una sfida, perché poi aggiungono: l’opzione è consigliata solo ai guidatori esperti, in pista. Capito? A proposito di pista, il motore ha una lubrificazione ottimizzata per l'uso fra i cordoli, in modo da non rimanere mai a secco di olio. Detto questo, se volete rischiare di meno e comunque contare su dei traversi controllati potete optare per la modalità Dynamic dell’ESP abbinata al 4WD Sport, che invia più coppia dietro. Le altre opzioni disponibili sono ESP attivo e 4WD “base”, oppure ESP spento con 4WD “base” e 4WD Sport (o 2WD, appunto).

Tutto si regola

Oltre alla ripartizione della trazione e all’ESP, anche le sospensioni VDC offrono delle risposte su misura, selezionabili mediante le tarature Comfort, Sport e Sport Plus, messe a punto sul vecchio ’Ring e pensate per garantire un comfort da Serie 5 “normale” nella guida di tutti i giorni e il massimo della sportività in pista. Quanto al motore, si può scegliere fra Efficient, Sport e Sport Plus, mentre il cambio, dotato di Drivelogic, può passare da una modalità Comfort votata alla massima fluidità a una sequenziale manuale molto rapida e quasi brutale. Sul volante ci sono poi i pulsanti M1 e M2, pensati per richiamare, in un solo tocco, la combinazione preferita fra i setup di motore, trasmissione, sterzo, ESP e sospensioni.

Carrozzeria rivista

Riconoscere la M5 da una 520d non sarà difficilissimo, perché oltre ai cerchi specifici da 19” (275/40 davanti, 285/40 dietro) e ai classici badge nei tre colori M, la più cattiva delle Serie 5 ha anche passaruota anteriori allargati, paraurti anteriore con enormi prese d’aria per motore e freni (c’è anche l’impianto carboceramico, a richiesta) e il diffusore posteriore specifico, dal quale spuntano i 4 scarichi. A proposito di quest’ultimo aspetto, il guidatore può selezionare tramite un tasto il volume e il tono della voce del V8. Diverso dal resto della gamma è anche il cofano motore, realizzato in alluminio, mentre il tetto passa al CFRP (materiali plastici rinforzati dalla fibra di carbonio) per tagliare il peso laddove più conta: in alto, in modo da avvicinare il baricentro all’asfalto.

BMW M5 al Salone di Francoforte 2017

Per la prima volta nella sua storia la BMW M5 ora può essere ordinata anche con la trazione integrale. Il motore è un V8 4.4 biturbo da 600 CV e 750 Nm di coppia.

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Tag: Novità , Bmw , auto europee


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