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pubblicato il 22 agosto 2017

Ferrari 288 GTO, come sarebbe quella del 2020

L'ha immaginata Mattew Parsons, autore di una ricostruzione ispirata alla vettura del 1984

Ferrari 288 GTO, come sarebbe quella del 2020
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Una volta le avremmo chiamate semplicemente ricostruzioni. Oggi invece sono conosciuti come rendering, dal verbo inglese to render, che significa rappresentare o interpretare. Italiano o inglese, però, ai fini del discorso hanno poca differenza: i bozzetti sanno ancora emozionare e rimangono uno strumento di grande potenza, a maggior ragione quando sono dedicati all’auto giusta. E’ successo anni fa con la Fiat 127 e accade nuovamente con la Ferrari 288 GTO, sportiva costruita in 272 esemplari fra il 1984 e il 1985 che l’illustratore Mattew Parsons ha immaginato con gli stilemi del 2020, aggiornandone le forme in vista di un (improbabile) ritorno nei listini.

Il designer non ha smarrito i particolari tipici dell’auto: il cofano anteriore rimane arcuato, il montante posteriore appare spesso e molto inclinato e le luci dietro sono rotonde come da tradizione per la Ferrari. Dalle ricostruzioni appare evidente la somiglianza fra le due vetture, che Parsons ha “tradito” solo in alcuni particolari, come l’incavo nella fiancata e la posizione del lunotto: quest’ultimo non è più incassato, ma segue l’angolazione dei montanti e piega in maniera più accentuata. La 288 GTO è stata la seconda Ferrari ad utilizzare la sigla GTO, acronimo di Gran Turismo Omologata, che indica modelli più veloci e potenti rispetto alle Ferrari “normali”: prima di lei c’è stata la 250 GTO, dopo la 599 GTO.

Autore: Redazione

Tag: Anticipazioni , Ferrari , auto europee , rendering


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