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pubblicato il 21 agosto 2017

Dossier Assicurazioni

Risarcimento Rca, la scatola nera è decisiva

In caso di incidente le risultanze della black box sono una prova in tribunale

Risarcimento Rca, la scatola nera è decisiva

La legge Concorrenza (la numero 124 del 4 agosto 2017, in vigore dal 29 agosto) mette mano anche alla Rc auto con scatola nera, modificando l'articolo 145-bis del Codice delle assicurazioni private. Oggi, le compagnie sono libere di concedere polizze normali e polizze con black box, scegliendo lo sconto da applicare a chi accetta di montare il dispositivo che registra gli incidenti limitando le truffe. Appena arriveranno i decreti previsti dalla legge Concorrenza, le compagnie saranno obbligate a concedere gli sconti indicati dall'Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni). Ma c'è un secondo aspetto importante: le risultanze delle scatole nere formeranno piena prova nei procedimenti civili. Niente di rivoluzionario: già adesso le risultanze delle black box hanno un peso notevole; solo che dal 29 agosto una norma di legge chiarisce meglio il ruolo di quei dispositivi.

Quando automobilista e assicurazione "litigano"

La regola modifica le pratiche di risarcimento. Per semplificare: in caso di incidente, se almeno una delle due auto ha la scatola nera, quando c'è pieno accordo sulle responsabilità del sinistro si viene risarciti in fretta (una trentina di giorni col Modulo blu della constatazione amichevole firmata da entrambi i guidatori). Se invece c'è disaccordo sulle colpe del sinistro, il rischio è di andare in causa: si ha una controversia fra automobilista e assicurazione. In questo "litigio", assumono un valore fondamentale le risultanze della scatola nera, e sarà il dispositivo ad aiutare il giudice a capire chi ha ragione.

Una norma discutibile

La scatola nera avrà un ruolo chiave, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del dispositivo: se un automobilista si vede negare il rimborso perché la black box dimostra che aveva torto, lo stesso guidatore dovrà provare che il dispositivo era ko. In che modo? Mistero. Da una parte, il legislatore fa diventare la scatola nera protagonista della controversia; dall'altra, ammette che può essere rotta o manomessa. Senza specificare come possa il povero automobilista dimostrare che la black box dice il falso. Si aprono anche scenari inquietanti: l'obiettivo della scatola nera è combattere le truffe; tuttavia, la legge ammette che le stesse black box possono essere lo strumento principe della frode. Saranno di volta in volta i giudici a dare il giusto peso alle risultanze delle scatole nere. Oggi come domani, nonostante la legge Concorrenza, saranno i magistrati a tenere in debito conto che una black box possa non funzionare o essere alterata, come dice la legge stessa.

Fra tecnologia e privacy

Per legge, le risultanze delle scatole nere dovranno essere rese fruibili alle parti. È prevista l'emanazione di regolamenti volti a garantire lo standard tecnologico per la gestione in sicurezza dei dati registrati dalle scatole nere. Le imprese assicurative dovranno trattare i dati raccolti con le black box nel rispetto della normativa sulla privacy e non li potranno utilizzare per finalità diverse. In caso di manomissione della scatola nera (una seconda ammissione che questi dispositivi possono essere "truccati"), l'assicurato perderà la riduzione del premio e subirà eventuali sanzioni penali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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