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pubblicato il 17 agosto 2017

Stop&Start, 3 cose da sapere

Il sistema riduce consumi ed emissioni, soprattutto in certe condizioni

Stop&Start, 3 cose da sapere

Ogni Casa lo chiama a modo suo: Start&Stop oppure Start/Stop o Stop&Start o, ancora, i-stop: di sicuro c’è che questo sistema si pone l’obiettivo di ridurre consumi e inquinamento. Una soluzione ormai collaudata, che si è affinata nel tempo, coi singoli Costruttori che propongono Start&Stop particolari, lievemente diversi rispetto a quelli degli altri. E con risparmi di carburante molto variabili, comunque grosso modo nell’ordine del 10-15% rispetto all’identico modello che non ha lo Start&Stop: una tecnologia preziosa per le Case anche perché consente loro di rientrare nei parametri imposti dall’Unione Europea in termini di emissioni inquinanti.

1) Che cos’è

Lo Start&Stop è un sistema che opera in modo semplice: quando l’auto si ferma, il motore a combustione si arresta automaticamente, senza consumare ulteriore carburante. Il guidatore non deve fare niente, in qualsiasi contesto: fermo in coda al semaforo o altrove. Invece, premendo la frizione, il motore si riavvia in modo automatico. Nei veicoli dotati di cambio automatico, basta togliere il piede dal pedale del freno. Secondo i calcoli di Bosch, durante le soste di almeno 0,7 secondi si risparmia carburante: fino all’8% in meno rispetto alle vetture non dotate di sistema Start&Stop. Nel traffico urbano reale, la riduzione dei consumi può essere addirittura maggiore. Il cuore dello Start&Stop è costituito il motore d’avviamento, collegato in rete con la centralina del motore. Il sistema include il software di regolazione. Un alternatore speciale (abbinato a una batteria resistente ai cicli di carica) consente frequenti processi di avviamento e arresto. Ma la chiave sono i sensori: quello di marcia in folle indica se è inserita una marcia; invece, il sensore numero giri ruote riconosce se le ruote sono in movimento o ferme. Inoltre, il sensore albero motore intelligente segnala l’attività del motore. Quello di pressione differenziale del servofreno monitora la pressione nel servofreno durante la fase di arresto; non ultimo, il sensore batteria monitora lo stato della batteria e, se necessario, sospende lo Stop&Start fino a che le condizioni della stessa non siano tornate ottimali.

2) Come funziona

Il motorino d’avviamento viene ottimizzato per frequenti avvii: lo si può “stressare” senza temere guasti. Tornando alla batteria, anche a fermo continua ad alimentare tutte le utenze elettriche, quali climatizzatore, alzacristalli, raffreddamento del motore. Quando si aziona il motorino d’avviamento, il livello di tensione dell’impianto elettrico di bordo si abbassa, ma il convertitore di tensione stabilizza la tensione di bordo, così che le utenze elettriche siano funzionanti. Il sensore batteria elettronico rileva corrente, tensione e temperatura, monitorando l’efficienza della batteria: “capisce” la capacità di assorbimento e rilascio di energia. Di solito, gli alternatori generano una maggior quantità di energia elettrica da fornire all’impianto elettrico di bordo: questo si verifica pure a bassi regimi e subito dopo l’avviamento del veicolo. L’obiettivo generale è avere una batteria meno stressata dagli organi ausiliari, aumentando così la disponibilità della funzione Start&Stop.

3) A chi conviene

Il sistema Start&Stop conviene parecchio a chi passa ore nel traffico, in coda, sia in città sia sulle tangenziali: in presenza di quel dispositivo, durante la marcia a singhiozzo si risparmia carburante e si inquina meno. In più, va considerato il beneficio per le orecchie: in colonna, a motore spento, il comfort acustico per guidatore e passeggeri (ma anche per chi ha una finestra che dà su una strada vicino a un semaforo) è superiore. Infine, come qualsiasi tecnologia, anche questa necessita di adeguate cure, visto che conserva la sua piena efficienze solo se l'automobilista è scrupoloso in fatto di tagliandi e manutenzione. 

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , cina , inquinamento , mobilità sostenibile


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