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pubblicato il 14 agosto 2017

Ferragosto, niente scherzi dagli Autovelox

Ecco le regole della circolare Minniti sul "Grande Fratello" che controlla strade e autostrade

Ferragosto, niente scherzi dagli Autovelox

Come anticipato qui, la recente circolare 300/A/5620/17/144/5/20/3 del ministero dell’Interno (presieduto da Marco Minniti) fa chiarezza su diversi aspetti della sicurezza stradale e anche sugli autovelox: norme preziose anche per chi viaggia su strade e autostrade a Ferragosto e in generale durante questa estate. La premessa della circolare Minniti è che i dispositivi possono essere sia di tipo temporaneo (per consentire un'utilizzazione più flessibile sul territorio) sia di tipo fisso (installati permanentemente in postazioni appositamente allestite per garantire un controllo sistematico) sia, infine, mobili, vale a dire installati a bordo di veicoli, e che permettono il rilevamento anche in movimento. Le modalità di accertamento sono ugualmente valide ed efficaci. Vediamo di capirci di più.

Le diverse distanze fra segnale e controllo

Quale distanza minima fra segnale di preavviso e autovelox? Il cartello va collocato con adeguato anticipo in modo da evitare brusche frenate: la direttiva rimanda al Regolamento del Codice della Strada. Per autostrade e strade extraurbane principali, parliamo di 250 metri; per strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocità superiore a 50 km/h), siamo a 150 metri fra segnale e autovelox. Su altre strade, 80 metri. Invece, per quanto riguarda la distanza massima, il cartello non deve essere a più di 4 km. Infine, la distanza massima tra il segnale stradale o il dispositivo luminoso che indica la presenza della postazione di controllo e la postazione stessa non può essere superiore a 4 km; e tra il segnale o dispositivo e la postazione non devono essere presenti intersezioni o immissioni laterali di strade ad uso pubblico.

Tutor, quali indicazioni

Affinché i sistemi di rilevazione della velocità media (Tutor) possano svolgere al meglio la loro funzione, l’azione di controllo deve essere attuata su tratti di strada non troppo brevi, tali da far prospettare un controllo pressoché simile a quello della velocità istantanea o puntuale. A tal fine, dice la circolare Minniti, si ritiene opportuno che la distanza minima tra le sezioni di ingresso e di uscita del tratto stradale lungo il quale si esegue il controllo non risulti inferiore a 500 metri, se la velocità ammessa lungo lo stesso tratto non sia superiore ai 60 Km/h; a 1.000 metri se la velocità ammessa è superiore o uguale a 110 km/h, con distanze minime intermedie in funzione della velocità nell’intervallo tra 60 e 110 km/h.

Tolleranza 5%

La circolare ribadisce che, alla velocità accertata dall'apparecchio di misura, deve essere applicata una riduzione a favore del trasgressore pari al 5% del valore rilevato, con un minimo di 5 km/h. Eventuali decimali risultanti da questa operazione non possono essere oggetto di ulteriore arrotondamento, né è possibile tener conto di eventuali ulteriori percentuali di riduzione collegate all'incertezza della misura dello strumento. Un esempio: limite massimo di velocità 130 km/h, velocità rilevata di 148 km/h; con riduzione del 5% la velocità è 140,6 km/h.

Taratura annuale degli apparecchi

Con sentenza 113, depositata il 18 giugno 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 45, comma 6, del Codice della Strada, nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate per l’accertamento delle violazioni ai limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Risultato: ogni esemplare dei dispositivi approvati, e ogni sistema installato su tratte di strada da sottoporre a controllo nel caso di velocità media, deve essere sottoposto a verifiche di funzionalità e di taratura con cadenza almeno annuale.

Visibilità delle postazioni di controllo

Non ultimo, per quanto concerne la visibilità della postazione di controllo, va precisato come tale postazione non deve essere intesa limitatamente alla presenza dei singoli operatori di polizia stradale o di veicoli di polizia, ma deve essere interpretata come l'insieme di tutte le componenti essenziali per il suo funzionamento. L'autovelox vero e proprio, eventuali protezioni, il box all'interno del quale è collocato lo strumento di misurazione, nonché la segnaletica volta ad assicurare la visibilità della postazione. In termini pratici, gli autovelox senza la presenza dell'agente accertatore devono essere resi ben visibili attraverso la collocazione su di esse, o nelle immediate vicinanze, di un segnale di indicazione riportante il simbolo dell'organo di polizia. Invece, gli autovelox temporanei presidiati dall'agente accertatore vanno resi ben visibili grazie alla presenza di personale in uniforme o ricorrendo all'impiego di autoveicoli di servizio con colori
istituzionali. Oppure con l'utilizzo di un segnale di indicazione riportante il simbolo dell'organo operante.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autovelox , sicurezza stradale


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