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Motorsport

pubblicato il 9 marzo 2008

Addio a Ron Dennis

Fine di una gloriosissima carriera

Addio a Ron Dennis

Il 28 febbraio, oltre che il giorno della perquisizione della "mr. Dennis' mansion" legata all'arcinota spy story, potrebbe essere stato quello nel quale Ron Dennis ha deciso di apporre la parola fine ad una vita da corsa costruita dal nulla, fatta di tanti sacrifici ed altrettanti successi, di durezza e generosità, di campionati mondiali persi e vinti e culminata con una partnership con un costruttore del calibro della Mercedes.
La perquisizione deve essere stata la goccia che ha fatto traboccare il bicchiere di un uomo sotto pressione per problemi familiari, per i degradati rapporti con la Mercedes ed infine per la condanna della FIA e la messa all'indice di un ambiente che perdona tutto e tutti tranne chi mette in crisi l'immagine di un sistema ben oleato.

E' probabile che l'uscita sarà soft, in omaggio alle più elementari regole della diplomazia e sopratutto alla necessità di mantenere low-profile il distacco dal mondo della Formula Uno di un Team leader che, caduto sulla spy story, ha in precedenza dato molto a questo Sport.

La carriera di Ron Dennis è indissolubilmente legata, da un certo punto della sua vita in poi, alla Scuderia McLaren che arrivò, nel 1968, alla conquista del secondo posto nel campionato costruttori a solo due anni dalla sua costituzione ad opera di Bruce McLaren; questi, pilota ancor prima che costruttore, morì al volante nel 1970 e la gestione del Team venne assunta da Teddy Mayer che nel '73 e '74, con i colori Marlboro, ottenne il terzo posto nel campionato Mondiale Costruttori e, sempre nel '74, il primo Campionato Mondiale Piloti con Emerson Fittipaldi.

Dopo un periodo senza risultati eclatanti, la Marlboro - divenuto, da semplice Sponsor, importante partner del Team - portò in squadra Ron Dennis, proprietario del Project 4, squadra di successo nelle formule minori; Dennis rivoluzionò il Team con l'ingaggio, nel 1982, del rientrante Niki Lauda e, successivamente, di John Barnard, geniale ingegnere- progettista; dal punto di vista manageriale e tecnico Dennis mise a segno dei colpi da maestro ottenendo di volta in volta la fornitura dei migliori propulsori del periodo: il Tag-Porsche, l'Honda e, più recentemente, il Mercedes Benz.

Impressionante il Palmares:
> 11 campionati mondiali - 3 con Emerson Fittipaldi, James Hunt e Niki Lauda, 3 con Alain Prost, 3 con Ayrton Senna e 2 con Mika Hkkinen - ed otto costruttori; tutti vinti dal 1974 al 1999;
> Un secondo e due terzi posti nei Campionati Costruttori 1968, 1973 e 1974.
> 631 Gran Premi disputati; 156 vinti; 133 Pole Positions;
> 5 Campionati Costruttori in Can-Am dove colse complessivamente 56 Vittorie assolute fra il 1967 ed il 1972;
> 3 Vittorie alla 500 miglia di Indianapolis;
> 3 Vittorie alla 24 Ore di Le Mans.

Ron Tennis si è sempre comportato come un padre-padrone nei confronti dei piloti e della scuderia della quale divenne proprietario, plasmandola a sua immagine e somiglianza anche nelle manifestazioni esteriori quali i lussuosissimi van e zone Hospitality, nonché il fantascientifico Paragon McLaren Technology Centre inaugurato meno di 4 anni fa.

Più di una persona ha individuato la ragione di tanta ostentazione nella voglia di rivalsa sulle sue umili origini di semplice meccanico che, visti gli eccezionali traguardi raggiunti, avrebbero dovuto costituire motivo d'orgoglio piuttosto che di imbarazzo.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , formula 1 , VIP , piloti


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