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pubblicato il 31 luglio 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Multa per eccesso di velocità, fornire sempre il nome del guidatore

La "busta verde" arriva anche d'estate, ma bisogna dire chi guidava

Multa per eccesso di velocità, fornire sempre il nome del guidatore

Siete pronti per il viaggio estivo verso mari, laghi e monti? Per voi che guidate l'auto, attenzione agli autovelox e ai Tutor. Come ha evidenziato la recente circolare ministeriale (vedi qui), il controllo automatico degli eccessi di velocità sono alla base della prevenzione degli incidenti. I dispositivi possono essere temporanei (per consentire un'utilizzazione più flessibile sul territorio), fissi (installati permanentemente in postazioni allestite per garantire un controllo sistematico), mobili, vale a dire installati a bordo di veicoli, e che permettono il rilevamento anche in movimento (vedi qui). Se correte troppo, oltre alla multa in euro, potrebbe arrivarvi a casa anche una richiesta speciale: vediamo di che si tratta e quali i rischi.

Tre passi chiave

#1. Nome fornito. Per quasi tutte le infrazioni da eccesso di velocità, nella busta verde che vi giunge a casa entro 90 giorni dalla violazione ci sono più fogli. Uno è per pagare la multa originaria (col 30% di sconto entro 5 giorni): per esempio 100 euro. L'altro è il modulo da compilare e inviare entro 60 giorni alla Polizia: dovete indicare il nome del guidatore. Se lo fornite, a quel conducente verranno tolti i punti della patente. Ecco infatti l'articolo 126 bis del Codice della Strada: "Nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo deve fornire all'organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione".

#2. Niente nome. Invece, se non comunicate il nome del guidatore, vi arriverà a casa un'altra multa, la sanzione supplementare entro 90 giorni: attorno ai 300 euro, spese di spedizione inclusa. Attenzione: se non si paga, la multa lievita, raddoppia e poi quadrupla. Solo in teoria ci sarebbe una scappatoia: si può non comunicare il nome se c'è un "giustificato e documentato motivo", ma nessuno ha ancora saputo spiegare che cosa volesse dire il legislatore con quel "giustificato e documentato motivo".

#3. Non conta. Se pagate la multa originaria di 100 euro, dovete comunque comunicare il nome del guidatore. Pagare non equivale a un'ammissione, ossia a dire: ero io che guidavo, togliete a me i punti-patente. Resta pertanto l'obbligo di fornire il nominativo dell'effettivo conducente al momento della violazione, anche versando al volo l'ammenda: un equivoco molto diffuso fra gli automobilisti, che si accorgono della norma solo quando ricevono la stangata di 300 euro a casa.

Barare è un reato

Attenzione a non comunicare dati falsi, ossia che alla guida della vostra auto c'era una persona in realtà mai salita a bordo: c'è chi usa un amico, chi un parente (magari la nonna). Come ha evidenziato la Cassazione, chi comunica i dati della patente di un altro soggetto (che esiste, ma non ha guidato la vostra auto nel momento dell'infrazione) commette il reato di falso in atto pubblico.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , auto europee , autovelox , multe


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