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pubblicato il 28 luglio 2017

Dossier Bollo e Tasse

Nuovi test emissioni, nessuna stangata per gli automobilisti

I Costruttori europei si schierano contro un aumento delle tasse imposto dalla CO2 più alta dei cicli WLTP

Nuovi test emissioni, nessuna stangata per gli automobilisti

Come già aveva fatto in passato, l'Associazione dei Costruttori europei dell'auto (ACEA) rivolge un appello agli Stati membri dell'Unione Europea, schierandosi in difesa degli automobilisti: "I consumatori non devono essere messi nella condizione di fronteggiare una maggiore tassazione sulle vetture in seguito all'introduzione del nuovo test sulla misurazione delle emissioni". Infatti, da settembre 2017, sarà applicato a tutte le macchine nuove (modelli per la prima volta nel mercato europeo) il test WLTP per omologare i veicoli; a settembre 2018, questa prova di laboratorio verrà estesa a tutte le nuove auto vendute nell'Unione Europea: due novità che, dice l'Acea, non devono avere riflessi negativi sui cittadini, in termini di una stangata fiscale.

Più sporchi, più paghi

Perché mai il consumatore rischia di pagare più tasse? Semplice. WLTP è l'acronimo di Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure (vedi qui), che grosso modo sta per procedure del test sui veicoli leggeri armonizzate a livello globale. Fornirà una base più accurata per calcolare il consumo dell'auto e le emissioni. Attualmente, 19 Stati membri dell'Unione Europea (non l'Italia, o comunque non in modo così forte e diretto) applicano una tassazione sulla CO2 delle auto, fondata sui test di laboratorio: in estrema sintesi, più CO2 significa più tasse. In base alle normative del singolo Paese, più l'auto sporca e più il proprietario deve pagare in termini di tasse. Un test, WLTP, che è più rigoroso del precedente (NEDC, New European Driving Cycle, introdotto negli anni '80), più realistico: quindi, risulterà un valore maggiore di emissioni di CO2 per una singola auto rispetto al vecchio test. Morale: il pericolo batosta fiscale incombe sui consumatori, e l'Acea chiede ai Governi UE "di assicurare che la transizione al nuovo test non abbia effetti negativi sulla tassazione". In Italia, invece, non c'è quello schema fiscale così direttamente e rigidamente legato alla CO2.

Possibile caos

Il fatto è che l'esordio del test WLTP è alle porte (settembre 2017), ma non tutti gli Stati, dice l'ACEA, sono adeguatamente preparati per la sua introduzione. I target europei sulle emissioni di CO2 si basano sull'attuale ciclo NEDC. "Se applicheranno semplicemente l'attuale schema fiscale per le emissioni di CO2 ai nuovi valori del test WLTP, metterebbero effettivamente un nuovo tipo di auto immessa nel mercato dopo settembre in una fascia di tassazione più alta rispetto a un'auto simile introdotta nel mercato precedentemente". Quindi, la vettura nuova provata col nuovo test farebbe pagare più tasse rispetto alla vettura analoga provata col vecchio test. "I Governi nazionali devono agire per assicurare che la tassazione basata sulle emissioni di CO2 sia equa", ha dichiarato il segretario ACEA Erik Jonnaert. Secondo i calcoli Acea da settembre un modello che adesso presenta un valore di 100 grammi CO2 per chilometro con il vecchio test, potrà avere un valore di circa 120 grammi con il nuovo test. Se lo schema fiscale resterà uguale, ci sarà un aumento ingiustificato del carico della tassazione su certi consumatori.

Prova più impegnativa

Per semplificare, alla base di tutto c'è che il ciclo WLTP prevede uno schema basato sui rilevamenti del banco a rulli, con test sui valori di consumi ed emissioni molto più impegnativi rispetto al vecchio programma NEDC: simulazione troppo breve (11 km) e velocità media raggiunta troppo bassa (34 km/h). Ecco perché, in estrema sintesi, in fase di omologazione l'auto consuma e inquina poco; mentre su strada la stessa auto consuma e inquina di più. Con il WLTP, consumi ed emissioni del test saranno più vicini a consumi ed emissioni della vita reale. Infatti, il nuovo test (pensato dalle Case sotto l'egida dell'UE) prevede velocità basse, medie, alte ed autostradali, con frenate, accelerazioni, riprese: insomma, quello che tutti noi facciamo in auto nella vita reale. Per le vetture, prova di 30 minuti, per 23,25 km, a velocità media di 46,5 km/h. Da settembre 2017, le auto di nuova omologazione dovranno essere sottoposte al WLTP; da settembre 2018, quelle nuove in vendita dovranno sottoporsi alla procedura (comunque, fino a settembre 2019, i vecchi modelli con certificazione NEDC potranno ancora essere venduti). Se volete approfondire, il link giusto (in inglese) è questo qui.

Ma il problema potrebbe ripresentarsi

A margine, va detto che il test WLTP è sì più realistico del NEDC, fa diminuire le discrepanze fra valori dichiarati e reali, fra laboratorio e vita vera, ma non elimina alla radice il problema. Che potrebbe anche ripresentarsi. I consumi reali vengono influenzati da una miriade di fattori: il piede pesante del guidatore, la sensibilità del conducente, le condizioni di carico, le condizioni meteo, la qualità della strada, nonché il tipo di tragitti, la quantità di stop&go. Senza considerare tutti gli aspetti legati alla aerodinamicità.

Autore: Redazione

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