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pubblicato il 27 luglio 2017

Cartello tedesco, la replica di Volkswagen AG

Wolfsburg difende la cooperazione fra le case per il bene dei consumatori e il progresso tecnologico

Cartello tedesco, la replica di Volkswagen AG

Dopo la primissima replica di BMW all’inchiesta dello Spiegel su un presunto cartello tedesco fra le case auto, arriva la prima nota ufficiale di Volkswagen che, sempre secondo il settimanale sarebbe stata la prima ad autodenunciarsi e quindi eventualmente a sfuggire alle sanzioni a livello europeo. Il Consiglio di Amministrazione di Volkswagen A.G., da quanto si legge nella nota ufficiale, ha informato, il Consiglio di Sorveglianza in merito alle eventuali quesiti legali sull’argomento. Allo stesso tempo il Gruppo Volkswagen non ha alcuna dichiarazione esterna in merito all’argomento che tra l’altro, si legge, può diventare oggetto di dibattito pubblico. Come principio generale, però Volkswagen, tiene a precisare che la discussione sulla fattibilità e la standardizzazione di soluzione tecniche e di sicurezza anche e soprattutto quando si parla di nuove tecnologie non ancora regolamentate, in molti casi, è necessaria e valida. Allo stesso modo Volkswagen collabora con le autorità con spirito di fiducia.

La Casa di Wolfsburg ha spiegato come, fra i produttori di auto, è abbastanza comune la pratica di scambiarsi informazioni tecniche per accelerare lo sviluppo. Secondo Volkswagen questa pratica è vantaggiosa anche per il cliente visto che permette tempi più rapidi perché queste soluzioni tecniche diventino disponibili e a costi ridotti. Secondo Volkswagen questo tipo di cooperazione è particolarmente virtuosa quando non riguarda le specifiche di un singolo modello e in passato si è applicata, fra i vari produttori, su temi che non implicavano violazioni del principio di concorrenza di marca come, per esempio, la standardizzazione delle prese di ricarica dei veicoli elettrici.

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Tag: Attualità , multe , auto europee


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