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pubblicato il 27 luglio 2017

Porsche e Michelin, ballo di coppia a Misano

In prova sul circuito romagnolo con la 911 GTS "calzata" Pilot Sport Cup 2 e Sport 4S

Porsche e Michelin, ballo di coppia a Misano
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E' iniziata nel 1961 la partnership tra Michelin e Porsche per sviluppare pneumatici che garantiscono performance di altissimo livello, sia nelle competizioni, che per i veicoli da strada. Un Matrimonio che ha portato vittorie importanti nel Motorsport e sviluppi tecnologici dei quali hanno beneficiato entrambe le case e che non accenna a dare segni di debolezza. Per testare i frutti di questo storico sodalizio fra Porsche e Michelin siamo andati sul circuito di Misano e abbiamo guidato la nuova 911 GTS gommata con i Pilot Sport Cup 2 e gli Sport 4S, ma prima è d'obbligo uno sguardo d'insieme sulla collaborazione fra la Casa tedesca e quella francese.

Michelin e Porsche insieme nel motorsport

Dalle competizioni i tecnici della casa di Clermont-Ferrand raccolgono dati e informazioni fondamentali per poter sviluppare innovazioni che si traducono poi in un miglioramento anche della vita quotidiana. Michelin collabora con Porsche nel mondiale Endurance e, con la casa di Stoccarda, ha partecipato allo sviluppo della Porsche 919 Hybrid, il prototipo che dal 2014 partecipa al WEC in LMP1 e che quest'anno ha vinto per la terza volta consecutiva la 24 Ore di Le Mans. Non solo WEC per Michelin, ma anche pneumatici per le vetture della categoria GT e fornitore esclusivo dei Campionati Nazionali Porsche Carrera Cup e del Campionato Mondiale Porsche Supercup.

Quando un pneumatico ha la marcatura N?

Porsche è stata la prima casa automobilistica ad introdurre un marcaggio specifico per gli pneumatici che equipaggiano le proprie vetture: la marcatura N. Oggi Michelin conta ben 81 modelli che possono vantare questa approvazione da parte della casa tedesca e, per ottenerla, deve superare un test composto da 33 criteri: 12 sono relativi a prove in pista, 16 su prove indoor su banco prova e 5 sempre in pista, soggettivi dei tester. Solo dopo aver superato questi esami sul pneumatico ci sarà la "N" distintiva. E' il caso dei Michelin Pilot Sport Cup 2, che equipaggiano la sportiva ibrida Porsche 918 Spyder e la 911 GT3 Type 991, e dei nuovi Michelin Pilot Sport 4 S che "vestono" le 718 Boxster/Cayman, la Panamera e la 911 GTS. Michelin produce le sue gomme in 68 siti, distribuiti in 17 paesi ma i Cup 2 e i Pilot Sport 4S vengono prodotti principalmente negli stabilimenti presenti negli Stati Uniti e in Francia: ai clienti Porsche difficilmente potrebbe piacere un pneumatico "made in China", nonostante gli standard degli stabilimenti e della produzione di Michelin in Cina siano assolutamente analoghi a quelli del resto del mondo.

La nostra prova comparativa

Sia i Pilot Sport Cup 2 che gli Sport 4S sono pneumatici di nicchia, in un mercato che rappresenta circa il 10% del totale. I primi hanno un utilizzo che può essere indicato con un rapporto 80-20 tra pista e strada, i secondi al contrario, un 20-80. Li abbiamo provati in pista, sul circuito di Misano, sulle nuove Porsche 911 GTS sia a trazione integrale che a trazione posteriore. Le condizioni non erano certo ottimali: temperature atmosferiche e della pista altissime che potevano condizionare le prestazioni e l'usura in modo importante. La prima 911 nasce nel 1963, disegnata da F. Porsche e arrivata oggi alla settima generazione, non ha certo bisogno di presentazioni. Ne sono state prodotte 1.000.000 di esemplari fino a metà maggio di quest'anno e il 70% delle 911 vendute dagli anni sessanti sono ancora in circolazione. Certo sono cambiate parecchio, sia nel motore, che oggi è un boxer biturbo a 6 cilindri, che eroga 450 cv e 550 Nm di coppia, che nella dinamica: l'asse posteriore sterzante le dà una stabilità e un handling che ha raggiunto livelli di performance elevatissimi. La nuova 911 GTS si colloca appena sotto il GT3. A Misano i tempi sul giro, a parità di pilota e di conoscenza della pista dipendevano principalmente dalle gomme. Se non si fossero poi provati i Cup 2, già i Pilot Sport 4S sembravano essere perfetti: tenuta di strada e capacità direzionali elevatissime. Del resto i Cup 2 sono già "vecchi" di 3 anni e si poteva pensare che ormai fossero un po' superati, nonostante anche grazie a loro la Porsche 918 Spyder abbia abbassato sotto i 7 minuti il tempo sul giro sul circuito del Nurburgring. Così non è: non solo questi pneumatici hanno appena superato e vinto il test fatto da Autobild che lo colloca al primo post nelle prove sul bagnato ma, anche un guidatore non espertissimo su pista, non può non accorgersi della differenza di tenuta e performance di questa gomma, specialmente nell'ingresso in curva ma anche in ogni settore di una pista che è molto tecnica come quella di Misano.

Il segreto di Michelin: i geki e le forze di van der Waals

L'aderenza di un pneumatico è composta da due elementi: l'ingranamento, che è la capacità della mescola di sposare al meglio il profilo stradale e l'adesione, che dipende dai legami elettrochimici che si creano tra le ultime molecole della mescola e quelle dell'asfalto. Se tra le molecole non esistesse alcuna attrazione, ciascuna di esse si muoverebbe liberamente e indipendentemente dalle altre e ci sarebbe solo lo stato gassoso: impossibile girare in pista rimanendo attaccati all'asfalto! Senza fare un trattato di chimica, vi basti sapere che si instaurano dei legami in base ai quali si può spiegare l'attrazione tra le molecole. E' il caso delle forze van der Vaals che sono talmente complicate che non sono state ancora capite fino in fondo ma funzionano più o meno come quello che permette ad un geko di rimanere appiccicato al contrario al soffitto! Ecco: in Michelin hanno studiato queste forze e hanno capito che per aumentare o diminuire l'adesione, e di conseguenza l'aderenza, bastava disporre i polimeri utilizzati in una catena molecolare fatta in un certo modo, che ovviamente è un segreto!

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Tag: Test , Porsche , auto europee , pneumatici


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