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Prototipi e Concept

pubblicato il 24 luglio 2017

Dossier Concept Dimenticate

Bugatti, 18 anni di prototipi fra la EB110 e la Veyron

I cronici problemi finanziari non hanno impedito alla casa francese di realizzare quattro modelli di stile negli anni '90

Bugatti, 18 anni di prototipi fra la EB110 e la Veyron
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La Veyron ha riportato Bugatti nell'olimpo dei costruttori dopo anni di saliscendi, in cui l'azienda francese è passata dalla più fragile gestione di Romano Artioli (1987-1995) a quella più solida del gruppo Volkswagen (1998). Non a caso gli anni '90 vengono ricordati dagli appassionati del marchio come un periodo ricco di spunti e ambizioni, su cui hanno gravato però l'incertezza dovuta alle questioni economiche, ostacolo troppo grande per un costruttore da sempre abituato all'estro e all'eccesso: è per questo motivo che Bugatti ha dovuto aspettare così tanto fra l'arrivo della EB110 (1991) e il lancio della Veyron (2005). Negli anni '90 però la casa francese non è rimasta ferma e ha presentato alcuni apprezzati modelli di stile.

Bugatti ID90

Il primo dei quattro ad esordire è la ID90, una coupé di lunghezza contenuta (4,10 metri) mossa però da un generoso motore V12 3.5 sovralimentato con 4 turbo, grazie al quale sfiorava la velocità massima di 290 km/h. La ID90 ha un abitacolo con 2 posti e una carrozzeria che risente del padiglione rastremato: disegnata da Giorgetto Giugiaro per conto di Italdesign, che la immaginò come proposta di stile per la EB110, ha un parabrezza molto snello che si raccorda senza interruzioni con il tetto fino alla coda, sagomata per favorire il raffreddamento del motore.

Bugatti EB112

Giugiaro avrebbe firmato pochi anni dopo lo stile di una berlina costruita in alluminio, la EB112, basata sulla EB110 ma con molti richiami alle Bugatti più conosciute e prestigiose: il cofano lungo, il tetto ad arco e la coda tondeggiante fanno venire in mente la Tipo 57 Galiber del 1934, modello storico di grande valore fra i collezionisti. La EB112 viene mostrata nel 1993 e ha il telaio in fibra di carbonio, soluzione tecnica non comune all'epoca, oltre ad un motore capace di prestazioni molto elevate e con numeri da sportiva vera: il V12 sviluppa 450 CV e porta l'auto fino a 300 km/h.

Bugatti EB118

Il gruppo Volkswagen acquista la casa francese nel 1998 e impiega solo alcuni mesi per lanciare il primo modello di stile, una coupé dallo stile vagamente retro ispirata alla Bugatti più conosciuta (e meglio valutata) di tutte: il prototipo EB118 del 1998 ha il cofano lungo e il posteriore raccolto come la 57C Atlantic. Il cofano lungo non è solo un vezzo di stile, ma anche una necessità per contenere l'enorme motore benzina aspirato a 18 cilindri con frazionamento a W, da 555 CV, composto cioè da tre file di sei cilindri inclinate di 60º. Nessun'altra vettura aveva mai osato tanto.

Bugatti EB218

Il secondo modello di stile realizzato dalla casa tedesca è una berlina con lo stesso W18 della EB118, disegnata anch'essa da Giorgetto Giugiaro, che riprende la carrozzeria della EB112 e la aggiorna ispirandosi alla EB118: la lunghezza cresce di 31 cm (in tutto sono 5,39 metri), il cofano ha un aspetto inedito e più in generale l'auto appare meno coraggiosa della progenitrice, complice il look meno affusolato (il lunotto non è più arcuato) e più simile ad una berlina tradizionale. La trazione integrale proviene dalla Lamborghini Diablo ed è fondamentale per gestire una potenza così elevata, anche in questo caso di 555 CV.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Bugatti , auto europee


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