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pubblicato il 21 luglio 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Strisce blu senza bancomat, rischio multa se non si paga

E' sempre più difficile vedersi annullare il verbale quando il parchimetro non ha il POS

Strisce blu senza bancomat, rischio multa se non si paga

Nelle città le strisce blu spuntano come funghi e ormai anche in periferia si assiste a un'invasione di parcheggi a pagamento. Sarà anche per questo che gli automobilisti multati cercano qualche vizio di forma per fare ricorso contro le sanzioni: l'esempio più recente è legato al bancomat. Infatti, in base alla Legge Stabilità 2016, c'è la possibilità di pagare la sosta su strisce blu con strumenti di pagamento di varia natura, come bancomat e carta di credito. La tesi, suffragata da alcuni ricorsi vincenti (vedi Giudice di Pace di Firenze 1079 del 24 aprile 2017) è semplice: se il parchimetro non consente di pagare la sosta sulle strisce blu col bancomat, allora la multa è nulla, e basta un ricorso per vedersi annullare la contravvvenzione di una cinquantina di euro. Ma come stanno davvero le cose?

Il Comune ne esce vincente

In realtà, il Comune è legittimato a dimostrare di essere impossibilitato a far pagare col bancomat: un problema tecnico oggettivo. Secondo l'Anci (Associazione Comuni), in attesa dell'emanazione dei decreti ministeriali previsti dalla legge, l'eventuale assenza di sistemi di pagamento con carte di credito e di debito (fisiche o virtuali) non esime gli utenti dal rispetto delle norme del Codice della Strada e il mancato pagamento sarà ancora punito con la sanzione emessa della Polizia municipale".

Occhio alla stangata

Attenzione ai ricorsi facili: se ci si oppone al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica della multa a casa, si pagano 43 euro di tassa allo Stato. Perdendo, si pagherà la cinquantina di euro di verbale e i 43 euro di balzello saranno persi per sempre. Chi invece segue la strada del Prefetto (ricorso gratuito), sappia che perdendo la multa raddoppia: un centinaio di euro. E anche immaginando che il ricorso venga accolto, comunque il Comune potrebbe rifarsi in "secondo grado", andando in tribunale e in Cassazione, col rischio che l'automobilista venga sonoramente sconfitto: ci sono spese legali da sostenere.

"Armi" spuntate

Ci sarebbero anche altre "armi" per opporsi alla multa su strisce blu, ma anche in questo caso la sconfitta è molto probabile. Stando all'articolo 7, comma 8, del Codice della Strada, i Comuni sono assolutamente liberi di creare strisce blu se nelle immediate vicinanze ci sono strisce bianche, i parcheggi gratuiti. E pure se non ci sono strisce bianche, possono creare strisce blu se quella zona è di rilevanza urbanistica, ossia se ci sono agglomerati urbani di valore storico. Una rilevanza magari "certificata" da uno studio cui lo stesso Ente locale si è rivolto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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