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Prototipi e Concept

pubblicato il 3 marzo 2008

Lotus Exige 270E Trifuel

Triplo salto di qualità (ambientale)

Lotus Exige 270E Trifuel
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La sfida dei prossimi anni sarà quella di rendere le automobili autentici veicoli virtuosi sul piano dell'impatto ambientale (ma, naturalmente, giova sempre ricordare che non sono esclusivamente loro le responsabili dell'inquinamento atmosferico; tanto meno ne sono la fonte peggiore).

C'è chi ha già fatto un passo ulteriore e da ormai parecchio tempo si sta impegnando attivamente per raggiungere elevati standard di eco-compatibilità nella nicchia che più ci emoziona, quella delle auto sportive.

Lotus è da sempre il portabandiera di un "certo" mondo di costruire automobili. E, da qualche tempo, si sta facendo portavoce di un "certo" modo di concepire auto sportive a basso impatto ambientale. L'ultima novità presente al Salone di Ginevra, sviluppata da Lotus Engineering è una nuova versione del suo modello più estremo, l'Exige, che nella versione 270E Trifuel inaugura un nuovo scenario in tema di carburanti. La vettura, infatti, può essere alimentata indifferentemente a benzina verde, etanolo o metanolo sintetico.

MOTORE
Il 4 cilindri siglato 2ZZ-GE VVTL-i di derivazione Toyota eroga, grazie alla presenza di un compressore volumetrico (mosso dall'albero motore) abbinato a uno scambiatore aria/aria fornisce una potenza massima di 273 CV a 8.000 giri, con un valore di coppia massima pari a 260 Nm a 5.000 giri. Il risultato prestazionale ottenuto dal propulsore deriva in larga parte dall'utilizzo di carburanti alternativi, i quali se, da un lato, forniscono minori emissioni, dall'altro sono caratterizzati da un migliore rendimento termodinamico rispetto ai carburanti tradizionali.

CARBURANTI SINTETICI
Lotus Engineering, attualmente, è impegnata nello studio di carburanti alternativi a base di alcool e provenienti dal riciclo di anidride carbonica (Co2) presente nell'atmosfera. L'Exige 270E Trifuel fa ampiamente parte di questo programma di studi e sperimentazioni, in quanto offre la possibilità di indagare i processi di combustione nei motori alimentati con bioetanolo o metanolo sintetici. Naturalmente, l'attività non si ferma qui. Lotus Engineering è febbrilmente impegnata nello sviluppo di veicoli a propulsione elettrica (un nome su tutti: la Tesla Roadster).

METANOLO SINTETICO
Molecola complessa (CH3OH), il metanolo può essere prodotto sinteticamente attraverso l'utilizzo di anidride carbonica, idrogeno e ossigeno. Inoltre, non esige rilevanti modifiche al propulsore, possiede proprietà termodinamiche migliori rispetto alla normale benzina, caratteristica che consente di offrire prestazioni più elevate. In più, nell'ambito della politica del downsizing, è particolarmente indicato per motori di piccola cilindrata e dotati di sovralimentazione in cui il fine principale sia il miglioramento dei consumi.
L'utilizzo di questa tipologia di carburante va oltre la classica strategia attuale di riduzione delle emissioni nocive al tubo di scarico. Lotus intende abbassare il livello di anidride carbonica emessa direttamente durante il processo di combustione, una sfida certo non semplice ma che testimonia l'impegno del brand a favore dell'ambiente pur rispettando al 100% l'essenza di una vettura Lotus.

IL FUTURO
Nelle intenzioni produttive e progettuali del marchio Lotus, quello dei carburanti sintetici a base di alcool è una delle grandi sfidedel prossimo futuro. Attualmente, il mercato sta "sperimentando" l'utilizzo di etanolo proveniente da base organica (specialmente grano). Si tratta certo di un carburante a basso impatto

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Prototipi e Concept , Lotus


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