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pubblicato il 3 marzo 2008

Porsche Driving School On ICE

Sensibilità e Controllo si imparano a Livigno

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Livigno, ore 8.30, temperatura -4°C - Provate ad immaginare l'emozione che si prova quando, finalmente, la danzatrice che da sempre desiderate vi concede un ballo in uno tra i palcoscenici più ammaliatori (e impegnativi!) che abbiate mai testato. Ora, tentate di sostituire i soggetti del sogno e vedrete che per un appassionato della guida lo spettacolo - che è appena andato in scena tra le scenografiche nevi di Livigno - acquisisce una valenza quasi commovente per le emozioni che è capace di regalare.

Il primo assaggio delle potenzialità dinamiche delle "ballerine" (e finalmente le conosciamo!) che abbiamo testato a 1.816 m di quota, ovvero Porsche Cayman S, Carrera 4 e 4S oltre alle Cayenne e Cayenne S, è stato decisamente formativo ed oltremodo positivo.

Generalmente quando si pensa al guidare sulla neve e sul ghiaccio ci si trova a dover valutare due opposte correnti di pensiero: coloro che lo devono fare per necessità, guidatori che per forza maggiore hanno l'obbligo di confrontarsi con un'aderenza così infima da volerla evitare, oppure nel secondo caso, persone più consapevoli, conscie del fatto che condurre una vettura in queste (apparentemente) avverse condizioni non può che incrementare le proprie capacità, migliorando (o creando) quella sensibilità che sta alle fondamenta del controllo e, di conseguenza, alla base di quel sorriso compiaciuto e un po' malizioso che spunta mentre si danza armonicamente insieme alla propria auto.

SENSIBILITA' E CONTROLLO
Sensibilità e Controllo, parole che ripetiamo di proposito poiché sono questi i requisiti fondamentali che stanno alla prefazione della guida sul ghiaccio, termini che rappresentano solo parte degli obiettivi della scuola guida Porsche Ice che, nel periodo invernale, da l'opportunità a clienti Porsche ed appassionati della guida di testare vari modelli di Zuffenhausen sulle insidiose superfici di Livigno. Il corso, che vede come capo istruttore Luca Riccitelli affiancato da esperti piloti professionisti, immerge gli allievi in un mondo dove termini come "controsterzo", "sottosterzo", "pendolo" oppure "blocco del ponte" sono all'ordine del metro, nel senso che per guidare in tali condizioni, questi termini - ma soprattutto le tecniche che ne derivano - devono diventare totalmente naturali visto che le correzioni e le variazioni di assetto delle auto impegnate nel percorso non saranno saltuarie, ma appunto, all'ordine del metro.

SUL GHIACCIODROMO: COSA, COME, QUANDO E QUANTO
Dopo un briefing informativo tenuto da Luca Riccitelli, scivoliamo sui bianchi campi di prova dove ad aspettarci vi erano - ignare del loro tumultuoso imminente futuro - le vetture della Porsche Driving School, tutte gommate con coperture termiche (volutamente) senza chiodi, in grado di dare una buona tenuta longitudinale, in accelerazione e frenata, lasciando a noi il dovere-piacere di valutare la più precaria tenuta laterale.
Il primo esercizio, adatto a prendere confidenza con la tecnica del "pendolo", vede come protagoniste della prima mattinata due Cayenne, una V6 ed una S. La prova consiste nell'eseguire uno slalom tra birilli posti in fila a 25 metri di distanza l'uno dall'altro, il tutto assimilando le preziose indicazioni dell'istruttore, atte a sfruttare al meglio gli importanti ruoli svolti dal trasferimento di carico in curva, unitamente al corretto e tempestivo uso di gas e sterzo per controllare la sbandata. Il pendolo è una manovra utilizzata molto nel mondo del rally e, in poche parole, consiste nel provocare una leggera sbandata in direzione opposta alla curva in modo da ottenere una controsbandata di intensità doppia rispetto alla prima, causata dall'inerzia sviluppata al posteriore. È generalmente utilizzata nelle curve strette oppure sui rettilinei, prima o dopo una curva, per aumentare il tempo in cui il veicolo viaggia di traverso. La prova ha messo in luce una insospettabile agilità della Cayenne, che specie con motorizzazione V6, si è rivelata divertente e a proprio agio nello spazzolare il percorso, grazie ad una potenza ideale alla particolare situazione e ad una motricità ottima.

2 O 4 RUOTE MOTRICI, IL DIVERTIMENTO E' GARANTITO
Dopo aver preso un minimo di confidenza con la minore aderenza, gli istruttori ci hanno messo al volante di una più prestazionale Carrera 4 che, con i suoi 325 CV, ha ben dimostrato sia l'utilità della trazione integrale, ma anche l'inutilità di cavallerie iper-nutrite da utilizzare su questo tipo di fondo. Il percorso studiato per prendere confidenza col binomio "cavalleria-integrale" appena citato, si presenta molto variegato. I birilli disposti dalla scuola permettono agli allievi di familiarizzare con la potenza della Carrera 4 in maniera graduale. Un cerchio di 12 m di diametro rappresenta solo l'aperitivo di un breve tracciato che, tra slalom e accelerazioni, ha aiutato gli allievi a capacitarsi di quel che significa aprire il gas in questo habitat, decelerare su fondo ghiacciato e controllare una vettura sportiva che non disdegnava affatto sovrasterzi di potenza e correlati controsterzi. Inoltre, in questo ideale spazio di sperimentazione, abbiamo avuto la possibilità di testare una ulteriore finezza di guida su fondi ghiacciati, anch'essa consigliata per facilitare l'inserimento e l'uscita di curva. Stiamo parlando del "blocco del ponte", una tecnica che consiste nell'arrivare in prossimità della curva con una marcia superiore a quella da utilizzare per la percorrenza, preparare durante la frenata la marcia inferiore e, a curva iniziata, rilasciare di scatto la frizione. Questa azione provoca un repentino blocco dell'asse posteriore (paragonabili a quelli del "freno a mano" - chi non l'ha mai provato nel parcheggio di un supermarket in una notte innevata?), ma con minore perdita di velocità ed il vantaggio di avere subito a disposizione la potenza per mantenere la sbandata.

Caldi, più preparati, a tratti spavaldi. Ci si potrebbe sentire così dopo essere entrati in confidenza con la guida sul ghiacciodromo. Ma ben presto, il circuito di circa 1.100 m, ha avuto la meglio sulle nostre illusioni. L'elemento emozionale e la migliorata sicurezza non devono mai prendere il sopravvento sulle sempre impegnative condizioni del percorso. Il circuito allestito dalla Porsche Driving School ha messo infatti in evidenza come la velocità sul ghiaccio moltiplichi esponenzialmente ogni variazione sul "tema guida", ed è priorità per chi sta al volante prendere cognizione di questo. Le vetture messe a disposizione per la prova in pista, Porsche Carrera 4S e Cayman S, hanno poi fatto il resto. La prima è una 911 con trazione integrale da 355 CV che si è dimostrata, come la sorella minore da 30 CV in meno, molto rassicurante su questo tipo di fondo. La trazione integrale non ha limitato, bensì ha facilitato la guida creativa. La ripartizione dell'elettronica varia infatti a seconda che ci si trovi in accelerazione o in rilascio: in quest'ultimo caso infatti la 4S si comporta in pratica come una tradizionale trazione posteriore visto che all'anteriore rimane solo un 5% di coppia motrice.

Più impegnata, ma se vogliamo più intuitiva e soddisfacente, la guida in compagnia della Cayman S che, con i sui 295 CV tutti dietro, si è davvero fatta amare. La più piccola delle coupé di Zuffenhausen ha nuovamente dimostrato come una vettura a trazione posteriore (ben gommata!), non solo risulta essere a suo agio in ambienti "sottozero", ma sa anche far divertire nell'accezione più "ignorante" del termine. Con la Cayman S le "telefonate" col gas abbinate al controsterzo hanno guadagnato un posto nel cuore degli appassionati partecipanti alla prova e, anche se spesso e volentieri il posteriore ha avuto la meglio sull'anteriore regalando coreografici testacoda, il giudizio finale è stato senza dubbio lusinghiero.

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Tag: Eventi , Porsche , sicurezza stradale , guida sicura , guida sportiva , piloti


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