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pubblicato il 11 luglio 2017

Audi A8, come e dove funziona la nuova guida pilotata Audi

I sistemi di assistenza sono avanzatissimi, ma per ora non si possono utilizzare al 100%

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Responsabilità: ruota attorno a questo concetto la diffusione di sistemi di guida assistita sempre più avanzati, capaci cioè di sostituirsi all’uomo nelle decisioni, come è in grado di fare, per esempio, l’Al Traffic Jam Pilot della nuova Audi A8. Proprio così: i tedeschi sono pronti con una tecnologia (utilizzabile poi anche sul resto della gamma, come si può vedere dalla gallery) che però, al momento, non è ancora possibile utilizzare in nessun Paese del mondo. In pratica, la nuova ammiraglia del marchio tedesco è capace di occuparsi, in piena autonomia, della guida su autostrade e strade statali, laddove siano presenti le seguenti condizioni: barriere che separano i due sensi di marcia, traffico congestionato e velocità massima di 60 km/h. Certo, ci sono anche altre Case (Mercedes, Tesla, Volvo, solo per citarne tre) che offrono assistenti alla guida molto evoluti, ma il passo avanti di Audi, quello che permette di parlare di fase 3 della guida automatizzata, è il fatto che il guidatore qui può fare altro mentre l’auto guida (ma deve tenersi pronto a intervenire, se e quando richiesto); guardare la TV per esempio, oppure scrivere un’e-mail. Il tutto, fino a che il sistema non raggiunge il proprio limite: a quel punto “chiama” il guidatore affinché riprenda il comando delle operazioni. La domanda, però, a questo punto sorge spontanea: a cosa serve annunciare una tecnologia che tanto non si può utilizzare?

Una spinta verso il futuro

La prima risposta potrebbe essere: “a far parlare di sé”. In realtà le motivazioni sono anche più profonde: la mossa di Audi, soprattutto se verrà imitata da altri (e non c’è motivo di dubitarne, visto che sono diversi i Costruttori che hanno già pronte soluzioni ancora “illegali”), potrebbe costituire una spinta non indifferente nei confronti dei vari Governi affinché si mettano davvero al lavoro su questa materia. Una materia che non serve solo per questioni di marketing, ma che rappresenta davvero una svolta epocale nella mobilità e nella sicurezza di tutti gli automobilisti (e utenti della strada in generale), dal momento che le centraline e gli algoritmi che le governano sono molto più vicini all’infallibilità rispetto all’essere umano. Il problema irrisolto, però, è appunto quello della responsabilità: nel caso in cui succeda un incidente, di chi è la colpa? Dell’uomo? Della macchina? E chi ne paga le conseguenze, fossero anche solo relative a danni materiali? Senza contare che c’è anche una questione etica: fra un impatto inevitabile contro un pedone anziano o contro un bambino (ma le alternative sono infinite), quale delle due opzioni dovrebbe scegliere il “cervellone” elettronico? E in base a quale criterio? Insomma, le domande sono ancora tante e proprio questo è il (duro) lavoro che spetta ai legislatori. Ecco perché Audi introdurrà gradualmente - e con differenze da Paese a Paese - nella produzione di serie il Traffic Jam Pilot.

Una tecnologia molto sofisticata

Detto dei vincoli di legge, è molto interessante approfondire il funzionamento dell’Al Traffic Jam Pilot: a fornire gli input al sistema provvedono sensori radar, una telecamera anteriore, sensori a ultrasuoni e uno scanner laser, che rappresenta una novità tra le Case automobilistiche (ed è anche grazie a questo che si è arrivati alla fase 3 di cui sopra). Nella pratica, il guidatore attiva il sistema tramite il tasto AI sulla consolle centrale: a quel punto il Traffic Jam Pilot gestisce le partenze da fermo, le accelerazioni, le sterzate e le frenate. Non solo: è anche in grado di svolgere operazioni complesse come, per esempio, gestire la direzione e la velocità in caso di veicoli incolonnati di fronte a sé. Per garantire la massima sicurezza, durante la guida altamente automatizzata una telecamera sul cruscotto riconosce se il conducente è stanco o addormentato. Qualora lo fosse, si attiva una serie di allarmi in varie fasi. Inoltre, anche in assenza di condizioni di stanchezza, se la velocità supera i 60 km/h o la coda di veicoli si risolve, il Traffic Jam Pilot comunica al conducente che deve riprendere il controllo della guida. Se chi sta alla guida ignora questo avvertimento e i successivi avvisi, la A8 frena fino all’arresto.

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Tag: Curiosità , Audi , auto europee


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