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pubblicato il 7 luglio 2017

Smart city, così saranno le città del futuro

Bosch, il colosso tedesco impegnato in 14 grandi progetti per la mobilità di domani, parla dei lavori in corso

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Zero incidenti, meno stress e aria più pulita. È il domani, peraltro non troppo vicino, della mobilità urbana immaginato da Bosch, colosso mondiale della fornitura nel settore dell'automotive in senso lato da 73 miliardi di fatturato (2,4 legati alle attività italiane) e 390 mila dipendenti a livello globale (oltre 5.800 in Italia, anche se per effetto di due acquisizioni aumenteranno di 800 unità nel 2017). È un domani (il 2050) nel quale oltre sei miliardi di persone popoleranno le megalopoli, abbandonando il resto del territorio. Quei colossali agglomerati urbani non potranno essere auto-centrici e gli spostamenti dovranno essere non solo intelligenti, ma anche multimodali. E infatti Bosch è già impegnata in 14 progetti pilota per le smart city: “La metà riguardano la mobilità urbana: stiamo dando vita a un futuro settore di business”, ha spiegato Rolf Bulander, uno dei top manager della società, nel corso del Bosch Mobility Experience. Quella delle smart city è un'attività dalle potenzialità impressionanti che fino al 2020 crescerà del 19% l'anno per raggiungere un giro d'affari di 700 miliardi di euro.

La mobilità sarà connessa

Significa ad esempio che in questo domani ci saranno spazi enormi per piccoli veicoli elettrici a due, tre e quattro ruote per i quali Bosch ha naturalmente negli scaffali un sistema integrato a 48 Volt grazie al quale ha già incassato cinque maxi ordini in Cina. La società opera con un proprio servizio di e-scooter sharing (lanciato a Berlino e adesso trasferito anche a Parigi) e vuole recitare un ruolo da protagonista nello stimato boom da 100 milioni di mezzi “tascabili” a batteria l'anno. Migliorare i flussi di traffico è una delle tre priorità individuate da Bosch, oltre ad evitarli e spostarli: nel corso di questo mese avvierà la sperimentazione di una apposita App che suggerisce il modo migliore per attraversare una città. Nel 2018 lancerà il Bosch Automotive Suite Cloud, una piattaforma software che costituisce il cuore della mobilità connessa e nella quale affluirà la paurosa mole di dati che verrà raccolta e che tra le molte cose consentirà anche un più razionale acceso ai parcheggi, anche in maniera automatizzata. La sicurezza è una priorità visto che nel mondo si registrano in media 25 decessi al secondo per colpa degli incidente stradali. Naturalmente non si muore allo stesso in tutte le città: a Stoccolma, Tokyo e Berlino vengono contabilizzate fra le 3 a le 5 vittime ogni 100.000 utenti della strada, mentre a Jaipur, Guadalajara e Curitiba il dato oscilla tra le 15 e le 35. La sicurezza è un imperativo non solo per i veicoli più “ingombranti”, ma anche per quelli meno protetti. Primo al mondo, Bosch presenterà a fine agosto il primo Abs di serie per biciclette a pedalata assistita: il sistema pesa 800 grammi e dovrebbe incidere per 500 euro sul prezzo finale. A garanzia degli utenti della strada Bosch offre anche il Motorcycle Stability Control ed il nuovo Scudo Digitale, una tecnologia che mette in comunicazione auto e moto nell'arco di un certo raggio e che potrebbe evitare quasi un terzo di tutti gli incidenti in cui sono coinvolti mezzi a due ruote.

Anche i taxi saranno robotizzati

Bosch prevede ancora una lunga convivenza tra le diverse alimentazioni, diesel incluso: “I politici non dovrebbero limitare la creatività dei nostri ingegneri favorendo alcune tecnologie a scapito di altre”, ha avvertito Bulander, sottolineando come la sua società investa 7 miliardi di euro l'anno in ricerca e sviluppo. I soli addetti di questa divisione passeranno da 48 a 52 mila entro la fine dell'anno. “Sono certo che non riusciremo mai a raggiungere i nostri ambiziosissimi obiettivi in termini di riduzione della CO2 affidandoci esclusivamente ai veicoli elettrici”, ha aggiunto. E tuttavia con il sistema di trazione elettrico di eAxle, Bosch assicura di essere in grado di rendere l'elettrificazione “accessibile alle case auto attraverso una piattaforma modulare scalabile che offre una riduzione dei costi del 5-10% rispetto ai componenti singoli”. La società tedesca ha anche ufficializzato che per l'Europa non progetterà più alcuna soluzione per motori a benzina che non siano dotati di filtro antiparticolato. Assieme a Daimler, dal prossimo decennio porterà in strada “auto senza guidatore e completamente autonome”. Il progetto congiunto dei due colossi di Stoccarda prevede anche lo sviluppo e l'avvio della produzione di sistemi di guida autonoma per taxi robot.

Autore: Mattia Eccheli

Tag: Attualità , taxi , guida autonoma


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