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Retrospettive

pubblicato il 2 luglio 2017

Nissan Micra, quella del 1992 ha fatto la storia

E’ la prima auto giapponese di successo in Italia e in Europa

Nissan Micra, quella del 1992 ha fatto la storia
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Ormai si è infranto anche il “tabù” delle auto coreane: il salto di qualità l’hanno fatto da un pezzo, ma solo adesso gli automobilisti se ne stanno accorgendo. La stessa dinamica si verifica qualche decennio prima con le giapponesi. Auto che solo gli intenditori apprezzano, ma che vengono guardate con parecchio scetticismo da tutti gli altri. Ok, la storia dei Costruttori coreani e di quelli giapponesi è molto diversa: quella dei secondi nasce molto tempo prima, senza contare che, in generale, è proprio la tradizione motoristica a essere molto più radicata, come dimostra la massiccia produzione di motociclette e di fuoristrada del Giappone. Nissan, fino ad allora conosciuta quasi esclusivamente per i suoi 4x4, è la prima che riesce a imporsi nel mercato europeo, in un segmento peraltro combattutissimo e nel quale i Costruttori locali sono fortissimi: quello delle utilitarie. Fiat Uno (Punto dal 1993), Ford Fiesta, Renault Clio, Volkswagen Polo… E’ il 1992 e la seconda generazione di Nissan Micra arriva in Europa, su tutti i mercati e con un'offensiva commerciale senza precedenti. Proprio come accade all’ultima Micra, che dopo aver passato la fase di “world car” sviluppata principalmente per i mercati orientali, è tornata a voler essere protagonista in Europa.

Motori a 16 valvole, affidabilità imbattibile

I motori a benzina inizialmente disponibili per la Micra sono 2: 1.0 (54 CV) e 1.3 (75); dal 2000 arriva l’1.4 da 82. Tutti sono dotati di doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro e iniezione elettronica. Efficienti, brillanti, affidabili, contano su una tecnologia che i propulsori delle rivali ancora si sognano. Pensate che alcune di queste si affidano ancora alla distribuzione ad aste e bilanceri, robustissima ma obsoleta. Non c’è ancora l’estrema attenzione di oggi ai consumi e alle emissioni inquinanti, ma chi prova la Micra non può non innamorarsi della sua poca “sete” di benzina. Quanto al diesel, 1,5 litri di cilindrata, è figlio invece di una joint venture con i francesi di PSA. Prodotta in Gran Bretagna, precisamente a Sunderland, la Micra regala a Nissan grandi soddisfazioni su tutti i fronti, perché anche le classifiche sull’affidabilità dei veicoli vedono costantemente la piccola giapponese nelle posizioni di vertice. In particolare, la Micra (annate dal 1998 al 2002) risulta il sesto modello più affidabile del segmento B secondo il Warranty Direct Reliability Survey, con una media di 13 riparazioni denunciate ogni 100 veicoli.

Aria condizionata e vetri elettrici

Prese USB, navigatore e sistema di frenata automatica di emergenza, solo per citarne tre, sono ormai cosa comune anche sulle citycar, segmento A. 25 anni fa la situazione era radicalmente diversa: anche nel segmento B, quello della Micra, l’aria condizionata era cosa più unica che rara, così come i vetri elettrici, le cinture di sicurezza con pretensionatore, la chiusura centralizzata e l’ABS. Spesso, non c’erano nemmeno a pagamento. Poi arriva lei, la Micra appunto, che questi accessori - di serie o a pagamento in base agli allestimenti - li rende disponibili su tutta la gamma. La cosa non deve fare molto contenti i manager delle Case concorrenti, che si vedono costretti a rivedere le proprie strategie commerciali. Sì, anche i clienti delle auto più piccole non si accontentano più di un motore, quattro ruote, un volante e poco più. E’ interessante ma non rappresenta una novità così grande il cambio automatico N-CVT (a variazione continua) disponibile dal 1993 per i benzina. Molti anni prima lo offriva già la DAF Daffodil in versione Variomatic. Qui ovviamente è più evoluto e affidabile, ma la cosa fa meno notizia.

Spaziosa per persone e cose

Della tecnologia, della dotazione e del design abbiamo detto. Ma non è tutto: un’auto di segmento B, un’utilitaria, deve anche saper essere spaziosa, nei limiti delle dimensioni molto compatte. Dimensioni che per la Micra sono: 3,7x1,59x1,43 metri, relativi rispettivamente a lunghezza, larghezza e altezza. Manco a dirlo, nonostante il formato “mini” della carrozzeria, dentro i cm non mancano, né per i passeggeri, né per le valigie e le borse della spesa, dal momento che il bagagliaio misura da 206 a 960 litri.

Auto dell’Anno 1993

Negli ultimi anni il premio Car of the Year - attribuito da una giuria di giornalisti specializzati - ha perso un po’ di prestigio, di pari passo con la perdita di lettori di cui, nel frattempo, hanno sofferto le riviste cartacee. Nel 1993 è nel pieno del suo splendore e per la prima volta la giuria è concorde nell’attribuire l’ambito riconoscimento a una giapponese, alla Nissan Micra. Per il design, certo, di rottura rispetto a quanto fino ad allora presente sul mercato: i giapponesi puntano tutto sulla rotondità delle forme. E vincono la scommessa. La Micra piace, piace tantissimo. Ma le ragioni del suo successo, come abbiamo visto, non sono solo estetiche.

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Tag: Retrospettive , Nissan , auto giapponesi , auto storiche


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