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pubblicato il 28 giugno 2017

Dossier Assicurazioni

Car sharing, cosa copre l'assicurazione e cosa no

Quando si prende una vettura per un noleggio “lampo” è bene essere consapevoli

Car sharing, cosa copre l'assicurazione e cosa no

Ormai lo conoscono tutti: il car sharing è l’auto condivisa, un servizio che permette di utilizzare vettura su prenotazione. Si “ferma” tramite smartphone, si preleva in città, si circola, quindi la si lascia di nuovo parcheggiata, e infine si paga tramite carta di credito. Quanto? In base ai minuti percorsi: più tempo la guidi, più forte l’addebito. Ma, come per il noleggio a breve termine (da un giorno a un mese) e a lungo termine (per anni), anche il car sharing, che è un noleggio “lampo”, il consumatore deve avere ben presente le clausole assicurative del contratto, con l’obiettivo di non ricevere ulteriori sgraditi addebiti su carta di credito. Qui giù, i 3 punti chiave. Citiamo solo esempi, che non valgono per tutte le società di noleggio: ogni singola compagnia è libera di introdurre le regole che crede. In basso, le clausole assicurative che magari potreste trovare nel contratto: dipende dalla compagnia.

Cosa potreste trovare nei contratti di car sharing

#1. Chi paga i danni. Ogni auto in car sharing ha la Rc a obbligatoria, ovviamente. Ipotizzando che non ci siano franchigie (penalità in caso di sinistro), saranno a carico del cliente i danni causati al veicolo da dolo o colpa grave del cliente stesso, nonché i danni al veicolo non comunicati al termine del noleggio secondo le modalità previste dal regolamento. Quindi, occhio al regolamento: se c’è un incidente, dovete seguire la procedura indicata nel contratto: non facendolo, scattano penalità di centinaia di euro. Anzi, i relativi danni potrebbero essere addebitati al cliente per intero. È fatta salva la facoltà del cliente di dimostrare che il danno è dipeso da cause a lui non imputabili: tocca a voi provare che non avete colpe.

#2. In caso di incidente. Il cliente deve assicurarsi che eventuali incidenti in cui sia coinvolto il veicolo guidato siano messi a verbale da un agente di Polizia. Nel caso in cui questi rifiuti di acquisire i dati dell’incidente, il cliente deve comunicare immediatamente l'avvenimento al servizio clienti e fornire prove, se possibile. In ogni caso, il cliente deve decidere gli ulteriori adempimenti con il servizio clienti e seguire le sue istruzioni. Questo vale a prescindere dal fatto che il cliente abbia causato o meno l'incidente.

#3. Il fattore "tempo". Il cliente potrà allontanarsi dal luogo dell'incidente soltanto a tre condizioni. Primo: dopo che l'agente di Polizia avrà terminato di stilare il verbale. Oppure, dove ciò non sia possibile, dopo che il servizio clienti sia stato informato. Secondo: d'intesa con la società di car sharing, dopo che siano state messe in atto le eventuali misure per la conservazione delle prove e/o la limitazione dei danni. Terzo: dopo che il veicolo sia stato consegnato a un carro attrezzi o, d'intesa con la compagnia di car sharing, dopo che esso sia stato spostato in un luogo sicuro ovvero rimesso in movimento dal cliente.

Questione delicata

Ma perché le compagnie di car sharing inseriscono clausole assicurative così complicate? A tutela proprio dei clienti: si impedisce che malintenzionati mettano in atto strategie fraudolente per incassare denaro in modo illecito. Certo che così il consumatore onesto, ossia la stragrande maggioranza degli utenti, viene penalizzata: si tratta di contratti stracolmi di clausole di difficilissima interpretazione.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , car sharing , incidenti


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