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pubblicato il 26 giugno 2017

Airbag difettosi, Takata fallisce

I dispositivi da sostituire sarebbero circa 100 milioni

Airbag difettosi, Takata fallisce

Lo scandalo degli airbag difettosi si conclude con il fallimento di Takata. Era dal Secondo Dopoguerra che un’azienda giapponese di dimensioni tanto imponenti non dichiarava bancarotta. Il caso, scoppiato nel 2014, quando negli Stati Uniti morirono sei persone a causa di incidenti stradali con airbag difettosi, è arrivato a numeri senza precedenti: i dispositivi da sostituire sarebbero circa 100 milioni. La passività ha raggiunto i 10 miliardi di dollari.

L’azienda, fondata nel 1933, si è scusata profondamente con i suoi creditori chiedendo “comprensione e supporto”. L’aver annunciato nel 2015 che avrebbe smesso di produrre airbag con tecnologia basata sul nitrato di ammonio (e quindi a rischio esplosione) non è bastato. Takata venderà i suoi asset all’americana Key Safety Sistems, oggi parte del gruppo cinese Ningbo Joyson Electonic, per circa 1,6 miliardi di dollari. Nel frattempo negli Stati Uniti anche la controllata TK Holdings ha chiesto le procedure fallimentari del Chapter11.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , dall'estero


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