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pubblicato il 26 giugno 2017

Mobilità per lavoro, 10.000 morti l’anno in Italia

Si parla di 28 morti al giorno. I dati sono stati diffusi dall'European Transport Safety Council

Mobilità per lavoro, 10.000 morti l’anno in Italia

Nel 2016, in Europa, sono state 25.671 le vittime degli incidenti stradali, e ben 10.000, ossia il 40%, può essere riferito agli spostamenti sul lavoro e casa-lavoro. Questa media elevatissima, parliamo di 28 morti al giorno, emerge da più recente rapporto dell'European Transport Safety Council (ETSC) sulla sicurezza stradale nell'UE. Il problema è che in generale, negli ultimi tre anni, il numero delle vittime sulle strade dell'Unione Europea non è diminuito. Inoltre, il Consiglio Europeo per la Sicurezza nei Trasporti (ETSC) sollecita i datori di lavoro, i Governi nazionali e l'Unione Europea a incrementare gli sforzi per affrontare il problema del rischio legato alla mobilità per lavoro.

Un guaio da affrontare

"Pur essendoci esempi molto positivi da parte di piccole e grandi organizzazioni in tutta Europa che iniziano ad affrontare seriamente il problema della sicurezza stradale - dichiara Antonio Avenoso, direttore generale ETSC - ve ne sono migliaia che "chiudono un occhio" di fronte ai rischi che i dipendenti affrontano ogni giorno sulle strade. Molte società, poi, considerano in maniera errata la gestione del rischio, come un peso anziché un'opportunità". Invece, oltre ovviamente al salvataggio delle vite umane, i vantaggi di una maggiore cultura della sicurezza stradale sarebbero numerosi, dice Avenoso: "Oggi si può fare molto per contribuire a limitare i costi assicurativi, diminuire le assenze sul lavoro e rafforzare l'immagine di una società: ridurre i pericoli attraverso la gestione del viaggio, fare una formazione mirata e acquistare veicoli più sicuri. Se è vero che i datori di lavoro devono fare di più, il nostro rapporto evidenzia che hanno bisogno dell'aiuto e del sostegno da parte dei Governi nazionali e dell'UE".

In concreto, che fare

Un primo passo fondamentale per poter affrontare il problema dei decessi negli spostamenti sul lavoro e casa-lavoro è rappresentato dalla raccolta dati. Nella maggior parte dei Paesi dell'UE le Forze dell'Ordine non annotano lo scopo del viaggio quando registrano le caratteristiche di un incidente stradale; non esiste, poi, una definizione standard per le morti sulle strade negli spostamenti sul lavoro e casa-lavoro. Senza, non si riesce a trovare la soluzione corretta al guaio. Governo e autorità pubbliche, dice l'ETSC, dovrebbero dare il buon esempio adottando programmi di gestione della sicurezza negli spostamenti sul lavoro e casa-lavoro dei propri dipendenti oltre che delle flotte. Inoltre, la sicurezza dei veicoli dovrebbe essere compresa fra i requisiti necessari per partecipare agli appalti pubblici.

Questione molto delicata

Si tratta di un argomento spinoso: se si parla di sicurezza stradale, pare che ogni Paese segua una propria strategia, senza essere coordinato con gli altri membri dell'Unione Europea. Tanto che non molte nazioni centrano l'obiettivo di dimezzare i morti sulle strade, target imposto dall'UE in passato e ora rinnovato: l'Italia è fra i Paesi che ha fatto flop, come abbiamo scritto nel 2010. Manca ancora uniformità a livello di Codici della Strada, visto che ogni Stato fa ciò che crede in materia di regole e multe. In più, non c'è coordinazione in materia di dati e statistiche, così che riesce molto difficile individuare strategie corrette: al di là degli spostamenti casa-lavoro, in Italia non è neppure dato sapere quanti sono gli incidenti dovuti all'alcol e alla droga.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti


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