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Attualità

pubblicato il 26 febbraio 2008

E' morto Paul Frere

Giornalista, pilota: una leggenda

E' morto Paul Frere

Paul Frere, leggenda delle corse e del giornalismo automobilistico, si è spento ieri, 25 febbraio, all'età di 91 anni. Il famoso giornalista-pilota era nato il 30 gennaio 1917 a Le Havre, in Francia, e aveva iniziato la sua carriera di pilota nel 1946 partendo dal settore motociclistico. Appena due anni dopo, tuttavia, decise di passare alle auto da corsa, sulle quali ebbe modo di cominciare a muovere i primi passi in vista del suo debutto in Formula 1, avvenuto al Gran Premio del Belgio del 1952 al volante di una HWM del team Ecurie Belge. Quell'anno disputò complessivamente tre Gran premi, piazzando un quinto posto come miglior risultato nell'intera stagione. Vinse, per altro, il Grand Prix des Frontieres, gara non valevole per il campionato.

L'anno successivò portò a termine la massacrante Mille Miglia (la famosa edizione vinta da Giannino Marzotto in doppio petto su Ferrari 340 MM barchetta Vignale) cogliendo un'importante vittoria nella classe Turismo oltre 2.000 cc, a bordo di una Chrysler Saratoga in coppia con Andre Milhoux.

Negli anni successivi (complessivamente fino al '62) partecipò in varie occasioni a competizioni di Formula 1 (prese parte a un totale di dieci Gran Premi), ottenendo il suo migliore risultato di sempre ancora in Belgio, nel 1956 con una Ferrari: arrivò secondo, alle spalle di Peter Collins. Sempre con la rossa, due anni prima, colse un quarto posto.

E' sicuramente alla 24 di Le Mans che Paul Frere ebbe le maggiori soddisfazioni: secondo alla tragica edizione del 1955 su Aston Martin, quarto nel '57 e nel '58, nuovamente secondo (ancora su Aston Martin) nel 1959 (la corsa fu vinta dall'Aston Martin DBR 1 numero 009 pilotata da David Brabham, Rickard Rydell e Darren Turner). Nell'edizione del 1960, finalmente, arriva la vittoria assoluta, con una Ferrari 250 Testarossa in coppia con il connazionale Olivier Gendebien, (la rossa vincerà anche le successive cinque edizioni consecutivamente). La partnership con Gendebien si era già dimostrata vincente alla 12 ore di Reims del 1957.
Mai veramente dedito alle competizioni, Paul Frere volle "centellinare" la sua carriera di pilota per conservare la sua eccellente reputazione come giornalista sportivo, e in questo campo fu considerato uno dei più rappresentativi al mondo della categoria. Proprio la sua sconfinata passione per la professione giornalistica e la sua incredibile energia vitale (negli ultimi anni, nonostante l'età avanzata, non era difficile poterlo incontrare durante i più importanti eventi internazionali del settore) lo portarono, qualche settimana prima del suo novantesimo compleanno, ad avere un pauroso incidente al Nurburgring, dal quale uscì con diverse fratture, i cui postumi non furono mai superati al 100%.

In uno dei suo tanti articoli descriveva così la prova della Ferrari Daytona: "Il vero divertimento cominciò quando, abbandonata l'autostrada, mi immisi sulla vecchia statale, dirigendomi prima verso la Futa e poi verso la Raticosa. E' stato ed è tuttora un ottimo percorso per saggiare la tenuta di strada e la capacità di iscrizione in curva di un'automobile, considerato che il traffico, solo a livello locale, è molto scarso... Sui suoi larghi radiali Michelin la grossa Ferrari poteva praticamente lanciarsi dentro le curve, quasi incurante del fondo stradale e offrendo una piacevole sensazione di comportamento unito e composto....Il volante ancora pesante da azionare, dava quella sensazione di scarsa sensibilità così tipica delle Ferrari di quel periodo...Su questo percorso di montagna il cambio a cinque velocità era sempre in seconda o in terza, con i limiti rispettivamente di 140 e di 190 Km/h al regime di punta consentito di 7.700 giri/minuto."

Autore: Alvise-Marco Seno e Giovanni Notaro

Tag: Attualità , VIP , piloti


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