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Attualità

pubblicato il 22 giugno 2017

Bambini dimenticati in auto, c’è l’asilo nido che avvisa

Se il piccino non è presente nell’istituto, scatta l’allarme

Bambini dimenticati in auto, c’è l’asilo nido che avvisa

In Italia, il caso più recente risale ai primi di giugno: una bambina di 18 mesi è morta dopo essere stata dimenticata in auto sotto al Sole. Quest’ultima tragedia è avvenuta a Castelfranco di Sopra (Arezzo), ma ricalca altri episodi altamente drammatici verificatisi sia nel nostro Paese sia nel resto del mondo. Un fenomeno trasversale, coi genitori di ogni età, estrazione sociale, livello culturale. Sul quale si indaga da anni senza essere arrivati a una spiegazione, visto che occorre cercare nei meandri più profondi e nascosti della psiche umana (qui trovate il parere degli esperti). E, alla morte del piccino, si somma lo strazio senza fine del genitore colpevole di aver lasciato il figlio parcheggiato in un abitacolo dalla temperatura infernale, più il dolore immenso dell’altro genitore e dei familiari: quando fa molto caldo i neonati e i bambini (per la loro ridotta superficie corporea) sono più esposti degli adulti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea (ipertermia) e a disidratazione. Sono possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico, che possono causare anche la morte, per asfissia o altro. Per questo, c’è un Comune cerca di porre un piccolo argine al problema.

Qual è l’idea

Come riporta repubblica.it, il municipio di Gorgonzola, in provincia di Milano, ha lanciato un’iniziativa particolare: quando il bimbo è in ritardo o assente all’asilo nido, il genitore dovrà avvisare la struttura. Se, in seguito a ritardo o assenza, l’asilo nido non riceve nessuna telefonata dal genitore che avvisa della presenza del piccino a casa, allora i gestori degli istituti dovranno sincerarsi che vada tutto bene. Una regola che vale per cinque asili nido con appeso un cartello che annuncia il nuovo protocollo adottato dalle strutture che su tutto il territorio comunale accolgono i piccoli da zero a tre anni. “È una responsabilità che ci prendiamo - dice il sindaco Angelo Stucchi -: semplici procedure che possono evitare tragedie. Abbiamo deciso di farlo perché pensiamo che la politica e le istituzione debbano assumersi responsabilità per il bene della collettività”. L’idea è stata ripresa anche da Assonidi, l'associazione che aderisce a Confcommercio e che raggruppa gli istituti privati del settore: ha invitato tutti gli aderenti a utilizzare un protocollo simile.

Amnesie tremende

L’iniziativa è lodevole, e ovviamente si tratta di un test, la cui validità è tutta da verificare. Il problema è tremendamente complesso: anzitutto, i fatti si svolgono in modo rapidissimo. La temperatura corporea di un bambino sale da tre a cinque volte più velocemente rispetto a quella di un adulto, per la presenza di una minore quantità di acqua nelle riserve corporee. Quando fa molto caldo, la temperatura nell’abitacolo può salire da 10° a 15°C ogni 15 minuti.

Altri progetti

Da segnalare infine anche altre idee per salvare i bimbi, come speciali seggiolini che fanno scattare un allarme se il piccolo viene lasciato in auto: sensori speciali captano la presenza del figlio sul seggiolino e, a vettura chiusa, trasmettono l’impulso al sistema che aziona l’allarme.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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