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Retrospettive

pubblicato il 25 giugno 2017

Renault, 40 anni di successi e innovazione in Formula 1

Impone il motore turbo alla fine degli anni Settanta, vince i Mondiali con gli aspirati. E la storia continua…

Renault, 40 anni di successi e innovazione in Formula 1
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GP di Digione 1979: Didier Arnoux e Gilles Villeneuve scrivono una delle pagine più belle di motorsport, e sport in generale, di tutti i tempi. Lottano ruota a ruota, anzi ruota contro ruota, per aggiudicarsi il secondo posto dietro a Jean-Pierre Jabouille, alla fine primo sotto la bandiera a scacchi al volante della Renault. Se anche non siete appassionati di F1, difficilmente non avete visto almeno una volta queste immagini. No? Andate a cercarle, non ve ne pentirete. Storia nella storia la scrive Renault, che in quel Gran Premio vince per la prima volta in F1. Una vittoria pienissima di significati, perché ottenuta con un motore V6 turbo. Già, proprio come i motori moderni. Se c’è un esempio di lungimiranza tecnica e tecnologica, beh Renault in F1 è un caso di studio. Certo, all’epoca non c’era il modulo elettrico che compone le power unit ibride delle monoposto moderne, ma i francesi dimostrano di vederci molto lungo, puntando sulla tecnologia della sovralimentazione.

Dal mono al biturbo

Anche la cilindrata è molto vicina a quella odierna - 1.5 all’epoca, 1.6 oggi - anche se questo è un vincolo di regolamento, prima che una scelta tecnica. In ogni caso, che la strada di Renault sia vincente lo dimostrano i risultati e il fatto che tutti la rincorrono, in un’escalation di potenza che tocca addirittura i 1.500 CV (con BMW). La strada per arrivare alla vittoria di cui sopra, comunque, non è certo facile. Prima per problemi di affidabilità, poi per via dell’erogazione troppo brusca della coppia e della potenza, i piloti sono in difficoltà. La svolta arriva al GP di Monaco del 1979 con l’adozione della doppia sovralimentazione, capace di ridurre il ritardo di risposta. Il resto è storia, un’avventura chiamata Renault F1 che compie, nel 2017, quarant’anni. Una storia che continua, visto che la Casa francese è ancora impegnata nella massima formula, in prima linea come squadra e come fornitore dei motori della Red Bull (seppur sotto marchio Infiniti).

Renault come Costruttore totale

Prima di continuare a raccontare i 40 anni di Renault in F1 bisogna però fare una distinzione: quella tra Renault come scuderia “in proprio” al 100% e come fornitore di motori per altre squadre. Come Costruttore, la prima avventura di Renault si conclude al termine della stagione 1985. Il grande risultato, ovvero la vittoria del Mondiale, viene solo avvicinato: nel 1983 Alain Prost chiude secondo dietro a Nelson Piquet (su Brabham BMW) per soli 2 punti. I francesi hanno comunque di che essere soddisfatti, grazie ai 15 Gran Premi vinti. Sedici anni dopo l’arrivederci, Renault torna a un impegno totale in F1 nel 2001 rilevando la scuderia Benetton: l’esordio col nome Renault F1 Team è del 2002. In quegli anni c’è un nuovo fenomeno in pista, si chiama Fernando Alonso e la Renault non se lo lascia sfuggire. Nel 2003 la prima vittoria del Renault F1 Team e, nel 2005, il primo titolo mondiale con Alonso, che piega la spietata concorrenza di Michael Schumacher e della Ferrari. Nel 2006 il regolamento impone la riduzione della cilindrata da 3 a 2,4 litri e del frazionamento da 10 a 8 cilindri a V. Una rivoluzione tecnica che non altera i valori espressi in pista. A vincere è ancora Alonso, all’ultimo GP, ancora una volta contro l’accoppiata da leggenda Schumacher-Ferrari. Ciliegine sulla torta, per Renault, sono le due vittorie nel Campionato Costruttori, a testimonianza dell’alto valore della monoposto, del motore e della squadra tutta. Dal 2006 al 2011 il Renault F1 Team vive invece stagioni meno esaltanti e la squadra viene venduta, per il 2012, a Genii Capital.

Renault come fornitore di motori

Fino a qui, le imprese di Renault come squadra, ma delle bellissime pagine i francesi le hanno scritte anche come fornitori di motori. La prima fornitura esterna è del 1983 (Lotus) e il primo ciclo si conclude nel 1986, quando ormai il regolamento ha tagliato fuori il motore turbo. Tempo di riordinare le idee e, già nel 1989, Renault ritorna. Stavolta sotto il cofano della Williams. L’albo d’oro della F1 dice 2 vittorie nel 1990 e altre due nel 1991 (gli anni del dominio del duo Senna-McLaren): nel 1992 è invece il turno della Williams Renault, guidata da Nigel Mansell e resa imbattibile, a dir la verità, anche dalle sospensioni attive. Il 1993 si ripete lo stesso copione, ma al posto di Mansell c’è Alain Prost, che conquista il suo quarto mondiale e chiude in bellezza una carriera di grandissimo successo. Il 1994 è invece il turno della Benetton Ford di un certo Michael Schumacher, che però già nel 1995 passa ai più competitivi motori Renault, bissando il successo senza troppe difficoltà. La striscia di successi continua nel 1996 e nel 1997 con la Williams Renault: i due figli d’arte Damon Hill e Jacques Villeneuve diventano Campioni del Mondo in quest’ordine. Alla fine del 1997, Renault dà un altro arrivederci al Circus (tornerà nel 2001 come squadra, come scritto sopra).

Renault come fornitore di motori/2


Nel 2007, accanto al suo impegno come scuderia, Renault firma un importante contratto di fornitura: è quello con Red Bull. Una squadra guardata con molto scetticismo (cosa vorranno mai fare dei “bibitari” nella categoria che è la massima espressione della tecnologia a 4 ruote), ma che tra il 2010 e il 2013, con Sebastian Vettel al volante, mette in cassaforte ben 4 titoli piloti e altrettanti fra i Costruttori, consecutivamente. Nel 2014, un’altra rivoluzione, forse la più grande di tutti i tempi: non solo i motori devono essere ibridi e recuperare energia per tagliare i consumi del 40%, ma viene anche imposto un limite sul flusso di carburante (100 kg/ora) e un altro sulla quantità totale che si può utilizzare in gara: 105 kg. Questa volta, a differenza di quanto successo nel 2006, il cambio regolamentare stravolge i valori in pista: la Mercedes domina i tre campionati corsi fino a qui, i primi due con Lewis Hamilton, quello del 2016 con Nico Rosberg; quest’anno, la Ferrari è invece in piena lotta per il titolo. E la Renault? Nel 2016 ha fatto il suo ennesimo ritorno, ancora con una propria squadra. I risultati della pista, per ora, sono lontani dal vertice, ma l’esperienza insegna che prima di 2/3 anni di apprendistato è difficile pretendere di essere i più veloci…

La prima vittoria e l’ultima gara di Senna

A Renault - dopo che a Honda - è legato indissolubilmente anche il meraviglioso percorso di Ayrton Senna in F1. Eh sì perché il brasiliano ottiene la sua prima vittoria proprio con un motore della Casa francese: siamo nel 1985 e la monoposto è la Lotus. L’anno successivo, la Lotus Renault di Senna parte in pole position per ben 8 volte: una prestazione straordinaria, che però mi sento di attribuire al fenomenale talento del brasiliano, imbattibile sul giro secco, più che a tutti gli altri elementi del “pacchetto”. Con Renault - e con Williams - Senna vuole correre a tutti i costi nel 1994, per vincere il quarto titolo mondiale e raggiungere (e possibilmente battere) il suo rivale di sempre Alain Prost. Purtroppo, tutti sappiamo com’è finita, quel maledetto 1 maggio alla curva del Tamburello.

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Tag: Retrospettive , Renault , auto europee , formula 1


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