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pubblicato il 20 giugno 2017

Reato di omicidio e lesioni stradali, ecco cosa cambia

Il Governo Gentiloni mette mano al reato introdotto a marzo 2016

Reato di omicidio e lesioni stradali, ecco cosa cambia

Questa è la storia di un pasticcio. Dopo anni di discussioni in Parlamento e di tiremmolla fra i politici, a marzo 2016 il Governo Renzi introduce il reato di omicidio e lesioni stradali. In teoria, stando a quanto ci viene raccontato, la legge dovrebbe prevenire gli incidenti causati da ubriachi e drogati alla guida, che spesso diventano pirati della strada, fuggendo dopo il sinistro. Ma subito la legge viene subissata di critiche, per più motivi. In particolare, finisce nei guai chi commette un'imperdonabile e assolutamente evitabile leggerezza, una distrazione: per esempio chi con uno pneumatico schiaccia il piede di un soggetto molto debole causandogli lesioni guaribili in oltre 40 giorni. Per la nuova legge, quell'automobilista subisce il ritiro immediato della patente da parte del Prefetto, in attesa della sentenza del giudice: un provvedimento che può durare 5 anni. Un disastro per il guidatore, che non si mette più al volante, e magari perde anche il posto di lavoro se condizionato dal possesso della patente.

Un quadro desolante

Come OmniAuto.it ha evidenziato già a gennaio 2017, c'è chi pensa perfino di abolire il reato di omicidio e lesioni stradali. Altri reputano sia meglio una modifica alla legge. Pare sia proprio questa seconda strada quella che il Governo Gentiloni vuole seguire, tramite l'articolo 1, comma 16, del disegno di legge C 4368 sulla riforma della giustizia penale. Che rimanda a successivi decreti. Riassumendo: il Governo Renzi ha introdotto la legge sull'omicidio e le lesioni stradali; ora il Governo Gentiloni, con un disegno legge e mediante decreti, dovrà correggere gli errori di quella legge. Cui seguiranno circolari interpretative ministeriali a beneficio delle Forze dell'ordine. Non un quadro incoraggiante per un Paese che vorrebbe, a parole, migliorare la sicurezza stradale.

Quali modifiche

Come evidenzia poliziamunicipale.it, l'Esecutivo è delegato ad adottare, nel termine di un anno dalla data di entrata in vigore della legge (il ddl C 4368 se verrà approvato), decreti legislativi per la modifica della disciplina del regime di procedibilità per taluni reati e delle misure di sicurezza personali e per il riordino di alcuni settori del codice penale. Vediamo i punti caldi. Anzitutto, prevedere la procedibilità a querela per i reati contro la persona puniti con la sola pena edittale pecuniaria o con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pecuniaria, salva in ogni caso la procedibilità d'ufficio qualora ricorra una delle seguenti condizioni: la persona offesa sia incapace per età o per infermità; ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale ovvero le circostanze indicate nell'articolo 339 del Codice Penale; nei reati contro il patrimonio, il danno arrecato alla persona offesa sia di rilevante gravità.

Tradotto dal burocatese

In parole semplici, la delega punta a fare in modo che siano sottratti alla procedibilità d'ufficio i reati di lesioni personali stradali sia gravi sia gravissime, a eccezione dei casi in cui il colpevole commetta una delle seguenti violazioni del Codice della Strada: guida in stato di ebbrezza da parte di conducenti professionali, con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l; guida in stato di ebbrezza alcolica da parte di conducenti non professionali con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l; guida in stato di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. In tal modo la competenza passerebbe dal Tribunale al Giudice di Pace.

Non finisce qui

Comunque, pur ammettendo che il disegno legge modifichi il reato di omicidio e lesioni stradali, restano diversi problemi. In particolare: cosa devono fare le Forze dell'ordine se un ubriaco o un drogato alla guida rifiuta di sottoporsi a test? La legge è soggetta a più interpretazioni, da cui scaturiscono contenziosi a non finire: fra le più recenti letture della legge, pare condivisibile quella della Procura di Venezia. Che dice sì al prelievo del sangue forzoso.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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