dalla Home

Retrospettive

pubblicato il 18 giugno 2017

Peugeot 406 Coupé, quando le due porte “tiravano”

Oggi si pensa (quasi) solo ai SUV, ma un tempo le auto a 2 porte piacevano. E si vendevano

Peugeot 406 Coupé, quando le due porte “tiravano”
Galleria fotografica - Peugeot 406 Coupé le foto storicheGalleria fotografica - Peugeot 406 Coupé le foto storiche
  • Peugeot 406 Coupé le foto storiche - anteprima 1
  • Peugeot 406 Coupé le foto storiche - anteprima 2
  • Peugeot 406 Coupé le foto storiche - anteprima 3
  • Peugeot 406 Coupé le foto storiche - anteprima 4
  • Peugeot 406 Coupé le foto storiche - anteprima 5
  • Peugeot 406 Coupé le foto storiche - anteprima 6

Sono passati vent’anni ma sembrano cento. E non perché la 406 Coupé sia invecchiata precocemente o male. No, questa macchina sembra appartenere a un’altra epoca per il solo fatto di essere esistita. Pensateci, nella gamma Peugeot, oggi, ci sono ben tre SUV: 2008, 3008 e 5008. Nel 1997, nemmeno uno. E quante coupé propone oggi la Casa francese? Zero, dopo la non sostituzione della RCZ: una decisione che peraltro ha generato una gran delusione fra tutti gli appassionati della guida, ma il portafoglio (di Peugeot, in questo caso) ha sempre ragione. Ed è un peccato, perché la 406 Coupé è la dimostrazione di come, almeno qualche volta, un cosiddetto marchio generalista possa impensierire i tedeschi in quelle che sono le nicchie di mercato di loro competenza. E se i francesi riescono in questa impresa, un po’ è anche merito degli italiani, di Pininfarina per la precisione. Un’azienda con cui Peugeot inizia a collaborare nel 1951, ma che con questa auto raggiunge un livello di interazione mai toccato prima.

Costruttore e non “solo” designer

Siamo all’inizio degli anni Novanta, Peugeot è nel pieno del lavoro per sostituire la 405 e, fin dall’inizio, è previsto che il nuovo modello abbia anche una variante a due porte. Ma non una coupé “tanto per farla”: i francesi si mettono in testa di ripetere la storia di successo di modelli come la 404 Coupé e la 504 Coupé. Dati i precedenti di successo, il design viene affidato a Pininfarina, che per la prima volta, però, si vede incaricato non solo di definire lo stile di carrozzeria e abitacolo, ma anche di industrializzare e successivamente produrre la vettura. Il che, per un’azienda piccola come Pininfarina (rispetto almeno alle dimensioni di Peugeot) è insieme un motivo di grande orgoglio e una sfida difficile da portare a termine. Il risultato? Ottimo, oggettivamente, perché la 406 Coupé piace allora e piace ancora oggi, come testimonia il recentissimo raduno, a Milano, da parte dei soci che animano questo sodalizio per celebrare i vent'anni dall'inizio della commercializzazione.

In Peugeot ci credono e investono

La 406 Coupé è una conferma che se si crede in qualcosa, questo qualcosa può essere raggiunto, almeno fino a un certo punto. Nello specifico, i francesi investono parecchio: pur essendo una stretta parente della 406 berlina (pianale, alcuni motori e parte della componentistica sono in comune), la 2 porte non ha alcun elemento della carrozzeria ripreso dalla 4 porte, con tutto ciò che questo significa in termini di costi. Lo sviluppo del progetto comincia nel 1993 e porta a una stretta collaborazione fra italiani e francesi, con la Pininfarina che applica i protocolli di Peugeot in termini di costi, metodi, progettazione, sperimentazione, qualità, logistica, acquisti e marketing. Il tutto, perché a Parigi pretendono che la macchina sia sullo stesso livello - da tutti i punti di vista - del resto della produzione. Non mancano infatti barre anti-intrusione nelle portiere, sterzo collassabile, cinture con pretensionatori, airbag anteriori e laterali, sistema anti-pizzicamento per i finestrini elettrici e sistema di blocco dei bagagli. Tanta cura viene posta anche all’insonorizzazione, attraverso accurate sessioni di affinamento svolte nella galleria del vento di Pininfarina.

Una firma di prestigio

Il genio creativo della 406 Coupé, quello che ha l’ultima parola sullo stile, si chiama niente meno che Lorenzo Ramaciotti, “papà” tra le altre, in seguito, di: Ferrari 456, Enzo, 360 Modena e 550 Maranello e Maserati Quattroporte (quella del 2003). La 406 Coupé esce dai cancelli di Grugliasco fino al 2004, in 107.631 esemplari, l’85% dei quali viene venduto in Europa, con la Francia in testa alle classifiche di vendita, seguita da Germania, UK, Spagna, Belgio e Italia. La gamma comprende 4 motori a benzina (due 2.0, un 2.2 e un 3.0 V6) e un diesel 2.2, con potenze comprese fra 135 e 210 CV. Oltre 100.000 auto in circa sei anni di commercializzazione, per una coupé media sono un ottimo risultato, se si pensa che la rivale si chiama BMW Serie 3 Coupé (Audi A5 Coupé e Mercedes Classe C Coupé sarebbero arrivate qualche anno dopo).

Autore:

Tag: Retrospettive , Peugeot , auto europee , auto storiche


Top