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pubblicato il 16 giugno 2017

Marchionne, “le indagini sul diesel non hanno danneggiato FCA”

Secondo il CEO del gruppo FCA, il piano industriale per il 2018 non è in pericolo

Marchionne, “le indagini sul diesel non hanno danneggiato FCA”
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In occasione del Workshop 2017 del Consiglio per le relazioni tra Italia e Stati Uniti, di cui è presidente, Sergio Marchionne ha commentato la performance di FCA negli ultimi mesi ed ha avuto anche l'occasione di ritornare sul tema della indagini sulle emissioni dei motori diesel del Gruppo nel mercato statunitense. Secondo quanto afferma il laboratorio dell'Università del West Virginia (qui i dati) i tre litri diesel (prodotti dal 2014 al 2016) che muovono le Jeep Grand Cherokee e i Dodge Ram 1500 emetterebbero una quantità di NOX superiore da tre a 20 volte il limite consentito negli States. Naturalmente, se tutto ciò fosse vero, per FCA si aprirebbero scenari simili a quelli del Dieselgate Volkswagen.

Ma l'azienda, con un comunicato stampa, ha affermato di voler “capire come sono stati condotti i test prima di valutarli”, perché lo studio "appare commissionato da uno studio legale con lo scopo di intentare una causa". Sergio Marchionne, tuttavia, sembra non curarsi di tutto questo. “Il secondo trimestre è in linea con le attese, gli obiettivi per il 2017 sono tutti confermati”, ha detto il manager di FCA. Che, stuzzicato sulla questione diesel americana, ha risposto: “per quanto ne so io, le indagini non avranno un impatto sui conti. Il piano industriale per il 2018 è confermato”. Ora, il manager dovrà vedere i sindacati. “Ma solo nei prossimi mesi, quando sarà aggiornato l'elenco dei modelli”.

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Tag: Attualità , inquinamento


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