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pubblicato il 15 giugno 2017

I 6 km più esaltanti di una vita... a bordo di una Hyundai i20 WRC [VIDEO]

A tutta velocità in Sardegna, in mezzo alle piante e su terra, accanto a Dani Sordo. Ecco il racconto dal vivo

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“Esperienze che ti piacerebbe fare nella vita?” Tra le varie risposte ho sempre dato questa: un giro su una WRC. Ma non al posto di guida, no: le auto da corsa - almeno quelle di un certo livello - sono così lontane anche dalla più estrema delle stradali, che per capirci qualcosa servirebbe almeno una settimana di corso intensivo. Cosa che non mi dispiacerebbe, sia chiaro, ma che a occhio e croce è irrealizzabile. Meglio farsi portare in giro da uno esperto. Uno come Dani Sordo, che da 14 anni corre nel mondiale e da 2014 è ufficiale Hyundai.

Una prima volta (o quasi)

Sono emozionato come se fosse la prima volta, anche se non si tratta di una prima volta su un’auto da rally. Qualche anno fa avevo fatto un’esperienza simile su una Peugeot 208 R5, guidata dal grandissimo Paolo Andreucci. Là, però, il tratto di prova speciale (del Rally del Ciocco) era su asfalto e poi l’auto, per quanto di altissimo livello, non era una WRC. Qui il fondo è sterrato, ma dire "sterrato" non rende bene l’idea, perché non si trattava esattamente del vialetto polveroso e piatto che conduce all’agriturismo: qui c’erano i solchi che, così profondi, solo dei mostri da minimo 300 CV (circa 380 le WRC ufficiali in configurazione 2017) li possono scavare; e naturalmente, quando scavi vengono fuori anche molte pietre. Non faccio in tempo a realizzare tutto ciò che mi trovo in macchina con Dani, il meccanico Hyundai mi stringe le cinture e si parte. Dani butta giù subito tutto. Sia ringraziato. 80 - 100 - 140 all’ora. Le piante a destra e a sinistra scorrono velocissime, mentre le sue mani si muovono con una calma rassicurante. La cosa che mi impressiona di più, però, non è l’accelerazione a ruote dritte, quanto la prima staccata, perché di staccata si tratta: è incredibile il grip generato dagli pneumatici su una superficie tanto scivolosa. Ma il meglio deve ancora venire.

Efficace anche con le ruote staccate da terra

Il meglio arriva quando iniziano gli scollinamenti. Quando non vedi niente e solo lui, Dani, perché di lì è già passato, sa esattamente cosa aspettarsi. Infatti di paura non ne provo nemmeno per un attimo: troppo alta la sua professionalità per fare qualcosa che non sia perfettamente calcolato. Così riesco a godermi il mix micidiale fra la trazione integrale e le sospensioni, che permette di sviluppare velocità anche quando le ruote toccano appena terra, oppure quando una o più d’una sono sollevate. Sì, su una WRC non ci sono mai tempi “morti”, anche quando il pilota tira la leva del freno a mano per girare nello stretto, subito la macchina trova l’appoggio e chiude la curva, fa strada, mette in condizione di essere già sul gas proiettati verso l’uscita. Purtroppo la giostra finisce presto, troppo presto: 6 km volano letteralmente, ma io sono il “bambino” più felice del mondo.

Per saperne di più e seguire il WRC vi rimandiamo a Motorsport.com.

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Tag: Test , Hyundai , rally


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