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pubblicato il 13 giugno 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Multe tardive, dopo 90 giorni sono nulle

Anche il Tar dà ragione agli automobilisti contro le contravvenzioni spedite in ritardo dal Comune di Milano

Multe tardive, dopo 90 giorni sono nulle

La prima puntata della telenovela risale al 2014, quando il Comune di Milano decide di piazzare nuovi autovelox. Come sempre in questi casi, quando ci sono nuove telecamere, Palazzo Marino fa il botto, con un mare di infrazioni cui corrispondono altrettante multe per eccesso di velocità. Ed ecco che si manifesta subito il guaio: i Vigili hanno difficoltà a visionare la montagna di foto, per poi inviare in tempi ragionevoli le contravvenzioni a casa dei proprietari delle vetture. Di qui, il problema che nasce dall'articolo 201 del Codice della Strada: "Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro 90 giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, a uno dei soggetti quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento". Ma cosa vuol dire 90 giorni dall'accertamento dell'infrazione?

Due interpretazioni

Stando al Comune di Milano, i 90 giorni si contano da quando, con tutto il loro comodo, i Vigili guardano la foto. Secondo una lettura più equilibrata della norma, i 90 giorni si calcolano dalla data dell'infrazione. Una controversia così pesante che Altroconsumo, in difesa degli automobilisti, si rivolge al Tar della Lombardia. Che ora si è espresso con sentenza 1267 del 7 giugno 2017 (sezione terza): sui verbali degli autovelox deve essere indicata chiaramente la data della commessa violazione. E solo da quel giorno decorrono i 90 giorni utili per la spedizione postale.

Cosa cambia nel verbale

Come fa notare poliziamunicipale.it, ora nella multa c'è questa frase: "Il verbalizzante, in servizio presso l'ufficio varchi della polizia municipale di Milano in data …, data dalla quale decorrono i termini per la notifica del presente verbale, ha accertato che il conducente del veicolo...". Domani, stando al Tar, andrà quindi evidenziato che i termini per la notifica decorrono dalla data della commessa violazione: i termini decorrono dalla commessa violazione, salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi.

Chissà ora che succede

È la terza pesantissima sconfitta per Palazzo Marino: a parte la giurisprudenza un po' contraddittoria della Cassazione, già il ministero dei Trasporti sia la Prefettura hanno letto la norma in maniera che pare condivisibile: 90 giorni dalla violazione. Anche perché, ragionando come fa il Comune di Milano, allora non ci sarebbe una vera data da cui partire per il conteggio: in teoria, il proprietario di un veicolo potrebbe ricevere a casa la multa anche dopo un anno o più. A questo punto, occorre vedere le prossime mosse di Palazzo Marino. Spesso i Comuni, quando si tratta di multe, fanno ricorsi su ricorsi, fino ad arrivare perfino in Cassazione. Comunque, Altroconsumo è perentorio: "Chiediamo che il Comune intervenga nei tempi previsti dalla sentenza a favore di coloro che hanno subito un'ingiustizia. Ora la legge deve essere interpretata correttamente. Vigileremo sul comportamento dell'amministrazione comunale e se necessario valuteremo ulteriori iniziative a favore degli automobilisti".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autovelox , milano , multe


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