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pubblicato il 7 giugno 2017

Dossier Assicurazioni

Rca temporanee, pericolo truffe

A maggio, l'Ivass ha segnalato ben quattro allarmi nel settore Rc auto

Rca temporanee, pericolo truffe

Le possibili frodi nel campo della Rca si moltiplicano, diventando sempre più subdole: sono state addirittura quattro le denunce dell’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) a maggio. È stata anzitutto segnalata la commercializzazione di polizze Rca tramite il sito internet www.assicurazionileoni.it, spesso di durata temporanea. Significa che l’automobilista si assicura per pochi giorni, spendendo una somma bassissima: una formula che tira specie al Sud, dove i prezzi Rca raggiungono quote stellari (ecco perché si pensa a una legge che metta fine a questo trend).

Il panorama è sempre più ingarbugliato

Il problema è che assicurazionileoni.it, come viene denunciato dall'Ivass, non è riconducibile ad alcun intermediario assicurativo iscritto nel Registro Ivass e pertanto l’attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso quel sito non è regolare. Discorso analogo per la commercializzazione di polizze Rca temporanee tramite il sito www.assicurazionigf.it, non riconducibile ad alcun intermediario assicurativo, per aronabroker.it e agenziaferrero.com, che vende Rca temporanee e si presenta come un'agenzia assicurativa plurimandataria riportando i dati identificativi di un broker regolarmente iscritto nel Registro unico degli intermediari assicurativi. Peccato che quest’ultimo abbia dichiarato la propria totale estraneità alle attività svolte tramite quel sito Internet. Tutti esempi citati dall'Ivass e da questa denunciati. In questi casi si viaggia con Rca non valide, senza copertura assicurativa: in caso di incidente, si devono pagare i danni all’altra auto, e se ci sono lesioni fisiche si può trattare di importi molti forti.

Come difendersi

Per evitare di cadere nella trappola delle Rca temporanee comprate mediante broker web non autorizzati, consultate sempre il sito www.ivass.it: qui ci sono gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia. In più, trovate l’elenco degli avvisi relativi a "Casi di contraffazione o società non autorizzate; siti internet non conformi alla disciplina sull'intermediazione". Utile, inoltre, il Registro unico degli intermediari assicurativi e dell’Elenco degli intermediari dell’Unione Europea. Rammentate, infine, che un broker online evidenzi i dati identificativi, l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica, nonché il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi. Deve poi indicare che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass. Per gli intermediari dello Spazio Economico Europeo (SEE) abilitatati a operare in Italia il sito deve riportare pure l’indicazione dell’eventuale sede secondaria, e la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.

Accattivanti e attraenti

Attenzione anche ai siti che hanno anche una pagina Facebook di riferimento: non è detto che a un sito curato e lanciato sui social corrisponda un’attività regolare sotto il profilo formale. A cascare nel tranello sono spesso gli automobilisti meno pratici del web: questi possono chiedere chiarimenti al contact center Ivass al numero verde 800486661 da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 14.30.

[Fonte: Ivass]

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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