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Interviste

pubblicato il 28 maggio 2017

Dossier Emozioni Made in Italy II

Motor Valley, ecco perché le auto da sogno nascono qui [VIDEO]

Luca Dal Monte, autore di Ferrari Rex, ci racconta la Terra dei Motori. Dalle origini a oggi

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Se c’è qualcuno che può parlare con cognizione e competenza di Motor Valley, questo è Luca Dal Monte. Prima responsabile della comunicazione Ferrari negli Stati Uniti, poi direttore della comunicazione di Maserati dal 2005 al 2015, quella terra l’ha vissuta non solo a lungo, ma nel cuore pulsante delle emozioni a motore. Fra Maranello e Modena. In occasione del nostro “viaggio” Emozioni Made in Italy, non potevamo non fare una chiacchierata con lui, autore peraltro di Ferrari Rex, ovvero il libro sull’uomo Enzo Ferrari. Prima di ogni considerazione, però, non si può prescindere da un ragionamento: perché tutte le strade delle sportive e delle auto da corsa portano alla Motor Valley? Il Drake, con consapevole “licenza poetica”, amava ricollegare tutto ciò all’animo ribelle delle persone di queste zone. In realtà, secondo Dal Monte, al di là del fatto che di auto sportive e da corsa, comunque, se ne costruiscono anche fra Milano e Torino, c’è anche il fatto che la Motor Valley è una terra fieramente provinciale, dove non c’è mai stata l’ambizione di raggiungere le dimensioni industriali: auto raffinate ma di bassi volumi, lavoro sì ma non organizzato (anche in sigle sindacali, per dirla tutta), la passione prima del fatturato.

Dove, prima di tutto

Prima di tutto, la geografia: secondo Luca Dal Monte la Motor Valley si può collocare in quella fascia che comprende Sant’Agata Bolognese e Maranello, passando per Modena, San Cesario sul Panaro e Borgo Panigale. Qui ci sono Lamborghini, Ferrari, Maserati, Pagani e Ducati. Senza dimenticare però che ci sono anche realtà come Dallara (più a nord, in provincia di Parma) e tante altre aziende più piccole, il cosiddetto indotto, a partire dai carrozzieri (o battilastra per dirla come una volta), magari meno note ma fondamentali per la scrittura di questa meravigliosa storia.

Un sogno che diventa business

Enzo Ferrari: quando si parla di Motor Valley è difficile non partire da lui, dal fondatore del marchio automobilistico più amato nel mondo e che, per alcuni, è sinonimo stesso di auto da corsa e di supercar. Eppure, come ricorda Dal Monte, Enzo Ferrari non è il primo a costruire automobili nella Motor Valley: la sua attività da costruttore inizia nel 1947, 21 anni dopo, per esempio, quella dei fratelli Maserati. Sono la fortissima personalità del Drake e i successi sportivi della Scuderia Ferrari in giro per il mondo ad alimentare un mito e una storia probabilmente irripetibili. Ma Ferrari ha un altro merito, non sempre riconosciuto: fa da catalizzatore e da precursore per un’attività che fino ad allora non era ancora vista come opportunità di business. Se Maserati è quello che è, per esempio, lo deve anche ad Adolfo Orsi, che la acquista e la trasferisce a Modena dopo aver visto che il suo “vicino di azienda”, Enzo Ferrari appunto, usa le corse per pubblicizzare la sua attività di concessionario Alfa Romeo. Un modello che Orsi replica, sfruttando le corse per fare da traino alle sue aziende. Nel corso degli anni si innesca dunque il classico circolo virtuoso e nasce una filiera che dà ricchezza, lavoro e lustro, ancora oggi, a tantissime persone. Nelle fabbriche, nei musei, nei circuiti…

Ferrari “VS” Lamborghini

Così uguali, così diverse. In comune, il Cavallino Rampante e il Toro hanno il design da batticuore, le prestazioni da urlo, l’adrenalina che dispensano a pieni cilindri. Eppure, fin dalle origini, i due marchi non potrebbero essere più lontani. Enzo Ferrari inizia il suo percorso perché ama le corse e, se si mette a costruire auto stradali, è per finanziare l’attività agonistica. Ferruccio Lamborghini, appassionato di belle auto e importantissimo cliente Ferrari (almeno fino ai primi anni Sessanta), di lavoro costruisce trattori agricoli e intravede nelle supercar un business remunerativo. Leggenda vuole che Lamborghini decida di mettersi a costruire auto sportive dopo una litigata con Ferrari, il quale, sempre secondo leggenda, lo metterebbe a tacere dicendo che uno che fa trattori, di automobili non capisce nulla. In realtà, pare (la verità se la sono portata con sé i diretti protagonisti) che la molla a Ferruccio Lamborghini scatti quando realizza che alcune parti delle supercar - come la frizione - sono le stesse dei suoi trattori, vendute però a prezzi decisamente superiori. Il resto è storia, meravigliosa, che prende il via nel 1966 con una delle auto più belle di tutti i tempi (e per alcuni la più bella, senza se e senza ma): la Lamborghini Miura.

La Motor Valley oggi

Grazie alle sinergie del Gruppo FCA, la Motor Valley si può oggi fregiare anche del marchio Alfa Romeo: la Giulia, il modello del rilancio del Biscione, nasce proprio dall’incrocio delle competenze di Maserati e Ferrari. Non è comunque una novità, il legame tra Alfa Romeo e Terra dei Motori, visto che Enzo Ferrari, come scritto sopra, prima di essere costruttore in proprio fa correre le vetture del Biscione con la propria Scuderia. Più recente la storia della 8C e della 4C, assemblate a Modena, in Maserati.

Autore: Redazione

Tag: Interviste , auto europee , auto italiane , interviste


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