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Videogame

pubblicato il 24 maggio 2017

Dossier Pit Game

Dirt 4, il dietro le quinte raccontato da Paul Coleman

Il Chief Games Designer Codemaster ci ha raccontato molto del nuovo gioco di corse della serie in arrivo da giugno

Dirt 4, il dietro le quinte raccontato da Paul Coleman
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Nella sede milanese di Microsoft è stato presentato Dirt 4, il nuovo gioco di corse della serie in arrivo da giugno. C’era anche Paul Coleman, Chief Games Designer Codemaster, con cui abbiamo fatto quattro chiacchiere durante le quali ci ha raccontato qualche dietro le quinte del videogame, che sembra essere in grado di conquistare un platea davvero ampia: dai giocatori più casual a quelli più esperti. Ma facciamo una premessa: Coleman ha studiato nel settore automotive, era anche un giocatore, quindi il passaggio naturale è stato quello di entrare nel campo videoludico, ad esempio ha lavorato su TOCA 2 e su McRae Rally. Nel 2011 ha avuto l’opportunità di fare il copilota di rally e ha provato a trasferire l’esperienza reale nei videogiochi. In particolare si è focalizzato sull’eliminazione di tutte quelle parti noiose dei rally, ad esempio le lunghe attese durante le diverse prove: anche 45 minuti in cui non si fa assolutamente nulla se non aumentare la tensione e l’adrenalina. Ecco, quello che è stato fatto in Dirt 4 è proprio questo: affinare dei dettagli che esaltino il “pathos”, la concentrazione e la tensione al risultato. Ad esempio quando finisce uno stage non esce più immediatamente il risultato ottenuto ma ci sono gli attimi di “decompressione”, quei momenti in cui si assapora la fine e si sposta la macchina dallo stage gustandosi il relax. Tutte sensazioni che possono essere gustate solo se effettivamente si sono provate anche nella vita reale, proprio come a Coleman.

Meeke e Solberg: consulenti d’eccezione

Ma le macchine di Dirt 4 sono tantissime, di diverse categorie e di diverse epoche ed è impossibile averle provate tutte nella vita reale per poter poi trasferire i segreti di ognuna nel gioco. Proprio per superare questo limite Coleman ha spiegato che si avvalgono della collaborazione di piloti reali che, nella loro carriera, hanno accumulato tanta esperienza, con tante auto diverse. E’ il caso di Kris Meeke che attualmente è pilota Citroen ma ha spaziato dalle Peugeot alle Subaru, passando per Renault, MINI, Opel e Ford. Per le auto storiche cercano invece di contattare i proprietari delle “vecchie” del Gruppo B e di trasferire la loro esperienza e competenza al gioco. Nel Rallycross invece il consulente per eccellenza è Petter Solberg che di esperienza ne ha da vendere, non solo in questo Campionato.

Stage quasi infiniti

Ma la cosa in assoluto più distintiva e di cui Coleman va davvero fiero in Dirt 4 non è il fatto che l’ambiente, le persone, le macchine, i Marshall, i suoni, l’atmosfera siano così reali e realistici ma il fatto che le prove siano praticamente infinite. Le location sono quelle reali dei Rally ma le prove sono personalizzabili in termini di lunghezza, di curve e di difficoltà. In pratica è impossibile sfruttare il vantaggio competitivo di diventare bravissimo in uno stage perché si può sempre affrontare un percorso completamente nuovo. Si tratta di un’opzione che nessun altro gioco fornisce e questo fa emergere ancora di più l’importanza della relazione con il co-driver che quindi assume un ruolo cruciale visto che le strade possono essere sempre diverse. La relazione tra pilota e navigatore è uno degli elementi più delicati dei rally reali ed è per questo che Coleman è molto soddisfatto di essere riuscito a trasferire nel gioco anche questo elemento così importante e delicato.

Prossimo passo, Virtual Reality?

“I migliori giocatori guidano ancora più veloci con la VR” queste le parole di Coleman che, col cuore, sarebbe d’accordo a rilasciare una versione di Dirt 4 compatibile con la VR. Prima di prendere una decisione del genere però stanno aspettando di vedere quali saranno i feedback dei giocatori di Dirt Rally che invece è già compatibile con i visori VR da febbraio. Ancora qualche mese di sperimentazione quindi, prima di prendere una decisione definitiva per Dirt 4.

Parlando con alcuni presenti che erano da Microsoft per provare il nuovo gioco ho incontrato una ragazza che mi ha raccontato di avere la patente ma di non guidare praticamente mai. Incuriosita, le ho chiesto cosa ci facesse lì e lei mi ha risposto che anche se nella vita reale non guida, questo gioco le trasmette delle sensazioni talmente reali e coinvolgenti che non solo lo pratica ma è anche bravissima! Coleman sarebbe molto soddisfatto!

Autore: Monica Secondino

Tag: Videogame , videogiochi


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