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pubblicato il 24 maggio 2017

Emissioni diesel truccate, negli USA è causa per FCA

La denuncia è stata depositata al tribunale dall’EPA. La multa potrebbe arrivare a 4 miliardi di euro

Emissioni diesel truccate, negli USA è causa per FCA
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Un software che non era stato dichiarato agli ispettori durante le procedure di certificazione. E’ questo il perno attorno al quale ruotano le accuse dell'Agenzia per la protezione ambientale americana (l’EPA) contro Fiat Chrysler. Il Gruppo guidato da Sergio Marchionne avrebbe violato la legge sulle emissioni diesel installando questo dispositivo su 104.000 veicoli. La denuncia è stata depositata al tribunale federale di Detroit dal dipartimento di Giustizia americano, ma le voci sulle indagini già circolavano da tempo, come avevamo scritto a gennaio 2017 in quest’articolo spiegando le differenze tra questo caso e lo scandalo emissioni che ha riguardato il Gruppo Volkswagen. Il caso FCA comunque è ancora tutto da chiarire e confermare; le indagini sono in corso e intanto FCA US afferma che è "contrariata dalla decisione" e che "intende difendersi con forza, in particolare contro l'eventuale accusa che abbia deliberatamente tramato per installare impianti di manipolazione per aggirare i test sulle emissioni negli Stati Uniti". Intanto ecco cosa rischia e la soluzione proposta.

La multa arriverebbe a 4 miliardi di euro

Prima di arrivare alle conseguenze possibili di questa denuncia occorre spiegare che l’EPA accusa FCA di avere installato, senza averlo comunicarlo, un software che consente emissioni più alte degli standard sui modelli Jeep Grand Cherokee e Ram 1500 prodotti dal 2014 al 2016 con motori diesel a tre litri e venduti negli Stati Uniti. Se ciò venisse confermato la multa potrebbe arrivare fino a 4 miliardi di euro. Le preoccupazioni potrebbero anche essere “risolte in modo amichevole”, come comunica FCA, se Epa e Carb autorizzassero che gli stessi software di controllo delle emissioni aggiornate (quelli per cui è stata richiesta la certificazione di recente e che sono su Jeep Grand Cherokees e Ram 1500 in vendita da quest’anno) venissero installati anche sui modelli venduti nel periodo 2014-2016.

FCA nel mirino anche in Europa

Gli Stati Uniti, lo ricordiamo, non sono gli unici che stanno tenendo sotto stretta osservazione le case auto dopo lo scandalo Dieselgate. In Europa la Francia sta indagando su diversi costruttori, compresa FCA, a cui il Governo francese ha chiesto chiarimenti sulle emissioni (qui l’articolo). La stessa Germania ha attaccato il costruttore, sempre difeso dal nostro Ministero dei Trasporti. Il caso diesel, quindi, è tutt’altro che chiuso.

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Tag: Attualità , inquinamento


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