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pubblicato il 23 maggio 2017

La guida autonoma "ruberà" lavoro? Ecco i mestieri a rischio

Ci siamo chiesti quali sono le categorie che potrebbero subire le conseguenze dei mezzi che si guidano senza l'uomo

La guida autonoma "ruberà" lavoro? Ecco i mestieri a rischio
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Il potere delle nuove tecnologie di essere “disruptive” ovvero dirompenti sugli equilibri creati dall’economia e dall’industria. Dunque sulla società che vuol dire sulla vita delle persone. E così sarà anche con l’avvento della guida autonoma (la commercializzazione inizierà nel 2021) che rischia di toglierci il volante dalle mani, ma anche di azzerare alcune categorie lavorative legate alla mobilità. Ne abbiamo analizzato alcune riflettendo su come sarà il nostro futuro e nei prossimi giorni parleremo di quelle nuove opportunità di lavoro che, viceversa, potrebbero arrivare proprio dalle auto intelligenti.

I tassisti e autisti

La prima che viene in mente è quella dei tassisti e degli autisti. Le auto-robot non avranno bisogno di chi guida e il futuro è una flotta di auto in condivisione che faranno qualcosa a metà strada tra quello che oggi fa il car sharing e il trasporto pubblico su gomma. Grazie alla telematica, questi mezzi armonizzeranno il loro percorso i base alle esigenze e alla situazione del momento e, grazie all’intelligenza artificiale, sapranno anche anticipare tali esigenze. Ma di autisti rischiamo di non vederne davvero più o, comunque, di dover guardare – tanto per cambiare

I carrozzieri

Altra categoria che rischia di vedersi quantomeno ridimensionata e quella dei carrozzieri. Le auto a guida autonoma, con tutta la loro messe di sensori e interconnessioni, non si sfioreranno neppure e questo farà tendere verso lo zero gli incidenti stradali, ma anche i semplici tamponamenti o le “strusciate”. Potenzialmente, l’unico motivo per il quale le auto a guida autonoma potrebbero rivolgersi (da sole) ad un carrozziere è per atti di vandalismo, non certo per eventi dovuti a distrazione o negligenze proprie o altrui.

Le assicurazioni

Ed il pensiero (non sempre benevolo) va alle assicurazioni perché, insieme ai carrozzieri avranno molto meno da fare dapprima gli ispettori delle compagnie e, di conseguenza il loro braccio commerciale, a tutti i livelli: broker, agenzie e società che agiscono in tutto o in parte tramite Internet o telefono. La questione è di moneta corrente, ancora di più considerano la diminuzione drastica dei risarcimenti. Vero che, le compagnie hanno sempre trovato il modo per limitare i danni (loro) rispetto alle evoluzioni positive del traffico, con la diminuzione di sinistri, morti e infortuni e la patente a punti, ma qui si parla di azzeramento progressivo.

Le Forze dell’Ordine

Se si parla di traffico si parla anche di vigili urbani e polizia stradale. Con auto che vanno da sole, ci vorranno sempre meno divise e fischietti sulle strade. Il potenziale positivo è enorme: polizia e carabinieri potrebbero dedicarsi maggiormente al controllo del territorio mentre i vigili urbani potrebbero infoltire le rispettive macchine burocratiche comunali migliorando il livello di servizio per i cittadini. Ma siamo sicuri che lo Stato, di fronte ad una possibilità del genere, non opti piuttosto per ridurre i ranghi con l’obiettivo di diminuire le spese?

Gli albergatori e noleggiatori

Ma c’è un’altra categoria che potrebbe, se non azzerata almeno ridotta ed è quella del personale degli alberghi. Quante persone si muovono per lavoro appoggiandosi a strutture ricettive? L’appuntamento di lavoro è domani a Milano per le ore 9? Per chi parte da Roma, o ci si sveglia presto per prendere aereo o treno o si parte il giorno prima per dormire in loco. Potenzialmente, le auto a guida autonoma possono viaggiare di notte mentre noi riposiamo al loro interno permettendoci di raggiungere la nostra destinazione evitando di saltare tra più mezzi di trasporto. Questa possibilità può cambiare radicalmente anche il settore del rent-a-car: oggi l’addetto deve verificare se il cliente è in condizioni di guidare. Appunto. Serviranno ancora le stazioni di noleggio o saranno semplici parcheggi automotizzati?

I concessionari

E arriviamo ai concessionari auto. In un mondo dove l’auto perderà quasi del tutto le connotazioni emozionali quanti saranno coloro che si recheranno ancora in un negozio nelle cui vetrine ci sono auto? E soprattutto, con l’avanzamento parallelo tra guida autonoma e car sharing, chi acquisterà le vetture? Non certo i privati, ma società pubbliche o private (talvolta emanazioni di case automobilistiche, come già succede), saranno cioè flotte di veicoli comprati a pacchi e messi a funzionare come tagliaerba e aspirapolvere che, quanto a guida autonoma, hanno anticipato le automobili di gran lunga. Questo non ha eliminato le donne di servizio o i giardinieri, ma un impatto lo hanno creato. I concessionari saranno sempre di più strutture di consegna e di assistenza.

I benzinai

E arriviamo alle stazioni di rifornimento e, più in generale, alle persone che devono . Con le auto a guida autonoma, soprattutto quelle elettriche, presto potrebbero non servire le persone che si occupano semplicemente di mettere la pistola del carburante o la spina nella presa, soprattutto se si dovesse giungere a standard più univoci per la tipologia e la posizione. Non servirà neppure una persona per il pagamento che, sarà puramente elettronico, così come avviene per le colonnine. Le auto connesse si identificheranno e il fornitore del servizio provvederà ad identificarne il proprietario o l’utente addebitando l’importo sul suo conto o sulla sua carta di credito. Anche in questo caso, quelli che prima erano punti di incontro tra persone potrebbero trasformarsi in piazzali di transito.

E noi giornalisti dell'auto? Anche il nostro mestiere è destinato a cambiare. Con le auto che si guidano da sole per alcune vetture potremmo ritrovarci a spiegare come vanno su strada... da semplici "passeggeri". Un po' come già accade oggi con prototipi come quello della BMW Serie 5 che Giuliano vi ha raccontato dal CES di Las Vegas lo scorso gennaio e che vi riproponiamo qui sotto.

La nuova BMW Serie 5 guida da sola | CES 2017

Ok i software di guida autonoma, ma se il pilota non deve prestare attenzione alla strada, cosa fa? Ci ha pensato BMW con la piattaforma BMW Connected che propone numerose funzioni per migliorare la vita a bordo e "riempire" il tempo libero.

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Tag: Attualità , guida autonoma


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