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pubblicato il 16 febbraio 2008

Bertone rinuncia al Salone di Ginevra

Smentito da Lilli Bertone il concept B.A.T. 11

Bertone rinuncia al Salone di Ginevra

E' un segno dei tempi che cambiano, si direbbe in peggio, se dopo 50 anni un simbolo del genio italico come la Carrozzeria Bertone si vede costretta a rinunciare al Salone di Ginevra. La notizia era comunque nell'aria perché all'inizio della settimana i tre commissari straordinari - l'ingegnere Antonio Bene, il professore Stefano Ambrosini e l'avvocato Vincenzo Nicastro - hanno cominciato a lavorare per capire se Bertone si può salvare oppure deve essere messa in liquidazione.

Avranno un mese di tempo per proporre un piano di rilancio al Tribunale di Torino, che potrebbe dare loro il via libera per gestire per un anno l'azienda e rinnovare il regime di cassa integrazione ai lavoratori, ma nel frattempo si trovano coinvolti nella ennesima lite familiare che vede come protagonisti la presidentessa Lilli Bertone da una parte e le figlie Barbara e Marie-Jeanne dall'altra, che da qualche mese si contendono l'azienda di famiglia.

In questi giorni però gli appassionati hanno sussultato alla notizia che Stile Bertone, della quale l'attuale presidentessa riferisce di possedere il 75% delle quote, avrebbe portato a Ginevra un concept denominato B.A.T. 11 basato nientemeno che sulla Alfa Romeo 8C Competizione, ideale discendente dei concept Bat 5, Bat 7 e Bat 9 degli anni '50 e anch'essi all'epoca costruiti su base Alfa Romeo.

Mentre in rete ha iniziato a circolare anche un disegno di questo misterioso prototipo, annunciato e confermato ad Automotive New da Marie-Jeanne Bertone, la notizia veniva smentita dalla madre attraverso una sofferta missiva indirizzata al segretario generale della rassegna ginevrina per comunicare che invece Bertone non parteciperà al Salone di Ginevra: "Stiamo affrontando una profonda ristrutturazione aziendale in ragione della quale non vi sono i presupposti per sostenere una manifestazione pubblica", aveva dichiarato la vedova di Nuccio Bertone.

Che poi aggiungeva: "Colgo l'occasione per sottolineare che la comunicazione delle aziende Bertone (Carrozzeria Bertone, Stile Bertone e Bertone Glass) fa capo al sottoscritto. Ogni altra forma di comunicazione esterna a questo ufficio, ancorché su carta intestata, è frutto di iniziative personali ed estemporanee, del tutto avulse dalle strategie definite dalla Presidenza".

Insomma le liti familiari dei Bertone continuano senza sosta anche sul piano della comunicazione istituzionale. Ma in ballo c'è il destino di circa 1.300 lavoratori e, più che litigare, sarebbe opportuno che tutta la famiglia collaborasse a salvare il salvabile.

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