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pubblicato il 16 maggio 2017

GridMotion, l'auto elettrica prende e dà energia

L'idea di PSA per risparmiare sull’energia elettrica prevede lo scambio “elettrico” fra vettura e casa

GridMotion, l'auto elettrica prende e dà energia
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L’idea è molto semplice: l’auto elettrica che si ricarica non deve limitarsi a prendere energia dalla rete, deve anche darla. Fra i vari Gruppi del settore auto che ci pensano, c’è anche PSA che con Direct Energie, Enel, Nuvve, Proxiserve e l’Università Tecnologica di Danimarca lanciano il progetto GridMotion, grosso modo traducibile in “griglia in movimento”, “rete in movimento”: l’obiettivo è valutare i risparmi che potrebbero realizzare gli utilizzatori di auto a batteria mettendo in campo strategie di carica/scarica intelligenti. È la tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G, dal veicolo verso la griglia, ossia verso la rete). Più o meno, quanto abbiamo visto nei giorni scorsi, con l’iniziativa Nissan in Olanda. Infatti in Italia l’auto elettrica per legge può solo prendere energia e non darla: il flusso è unidirezionale, non bidirezionale.

Perché l’automobilista spende meno

Chi ha la macchina a corrente potrebbe ridurre i costi della bolletta elettrica rimandando la ricarica del veicolo nelle fasce orarie in cui il costo dell’elettricità è più basso (assicurando comunque l’uso della vettura). Risparmi supplementari potrebbero derivare con la fornitura alla rete elettrica di servizi di bilanciamento della produzione/consumi, con soluzioni dette Vehicle-to-Grid (V2G): la macchina ridà energia alla rete elettrica. È un progetto sperimentale di 2 anni e prevede lo studio di due tipi di flotte. Anzitutto, una flotta di 50 utilizzatori di Peugeot iOn, Partner Electric, Citroen C-Zero o Berlingo testerà le soluzioni di carica intelligente unidirezionali, ricaricando negli orari in cui il prezzo dell’elettricità è più basso (in Francia, di notte, ad esempio) secondo le loro esigenze di mobilità. Invece, una flotta B2B di 15 Peugeot iOn o Citroen C-Zero con stazioni di carica Enel bidirezionali attuerà la carica/scarica intelligente (V2G). Questo secondo gruppo fornirà servizi di bilanciamento alla rete elettrica, alternando brevi periodi di carica e scarica. I periodi di carica coincideranno con i momenti di surplus di produzione elettrica sulla rete, e i periodi di scarica con quelli in cui il consumo elettrico sulla rete è eccessivo.

Paradosso Italia

I partner stanno cercando volontari che partecipino al progetto. Questi devono essere domiciliati in Francia e essere proprietari di un veicolo elettrico dei marchi Peugeot o Citroen, prodotti a partire da gennaio 2015. Enel, in particolare, fornisce i terminali di carica bidirezionale: è paradossale che un’azienda italiana possa studiare queste tecnologie all’estero, ma non nel nostro Paese, dove mancano le normative. Eppure, con il sistema Vehicle-to-Grid, i veicoli elettrici possono contribuire a stabilizzare le reti elettriche, riducendo il loro costo di utilizzo. Potrebbe essere il futuro. Ma in Italia no?

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , auto elettrica


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