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Prototipi e Concept

pubblicato il 15 maggio 2017

Dossier Concept Dimenticate

Renault Initiale concept, la berlina venuta del futuro

Lunga e lussuosa, cambiò gli stilemi della marca e fissò nuovi standard di qualità interna

Renault Initiale concept, la berlina venuta del futuro
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Le Renault dei primi anni ’00 erano modelli piuttosto ordinari e senza grossi acuti in termini di stile e qualità. Non erano brutte macchine, a partire dalla Laguna (1993), ma tradivano un approccio molto conservativo e avevano dettagli interni meno curati di vetture concorrenti. La situazione cambiò dal 1995 e si consolidò nei primi anni ’00, quando arrivarono modelli più originali e di personalità: i più noti sono la berlina Vel Satis e la monovolume Avantime, ma anche le Megane e Laguna avevano linee molto più decise rispetto alle generazioni precedenti. Il cambiamento si impose grazie alla visione di Patrick Le Quément, designer di Marsiglia oggi 72enne, che assunse da fine anni ’80 la guida creativa dell’azienda francese e trasmise una personalità molto più definita alle sue vetture. Il manifesto di Le Quément fu la berlina Initiale, che anticipò numerose soluzioni poi riprese dalle auto che arrivarono dopo.

Tetto ad arco e grandi superfici vetrate

La Renault Initiale venne mostrata per la prima volta nel 1995 e aveva uno stile d’impatto, modernissimo, grazie a soluzioni come il tetto ad arco, i fari anteriori verticali e le grandi superfici vetrate, in particolare sopra la testa dei passeggeri: il padiglione è in cristallo e il lunotto è di forma a diamante. L’impressione che se ne ricava è di una vettura coraggiosa e di rottura, molto più innovativa di tutte le Renault vendute in quel periodo. Il prototipo misura in lunghezza 4,88 metri ed è basato su una piattaforma a motore anteriore e trazione integrale, ideale per una berlina grazie al passo lungo ben 3,02 metri, che permise ai tecnici di ricavare un abitacolo molto spazioso e accogliente. Le Quément e la sua squadra di lavoro fecero esordire sulla Initiale dettagli come l’ampio parabrezza e lo spesso montante posteriore, che diventarono un elemento comune dalla Vel Satis fino alla Megane.

Il motore è un V10 proveniente dalla F1

L’abitacolo della Initiale è molto curato e soddisfa i requisiti imposti da Le Quément, che lavorò dai primi anni ’00 per migliorare le qualità interna e la costruzione delle Renault. Non a caso il prototipo è studiato per quattro e ha una configurazione interna di tipo executive: al posto del divanetto si trovano due poltrone, separate da un tunnel in legno che ospita al suo interno un tavolino. I sedili appaiono molto ampi e profilati, la strumentazione è molto ricca e nella plancia si trova anche uno schermo, quando soluzioni del genere non venivano prese in considerazione a metà anni ’90. La proposta di stile è molto curata anche in termini di meccanica, complice la presenza di un motore V10, ispirato a quelli di Formula 1 - la Renault in quegli anni forniva i motori alla scuderia Benetton - e accreditato di circa 400 CV. Il cambio è un manuale a 6 rapporti.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Renault , car design


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