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Retrospettive

pubblicato il 14 maggio 2017

Mercedes ML, il SUV che non c'era

Poco più piccolo della Range Rover, ha le dimensioni giuste per cogliere un grande successo

Mercedes ML, il SUV che non c'era
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Qualcuno la inserisce addirittura fra le auto più importanti e significative della storia. E non senza ragioni. La ML (oggi GLE) nasce nel 1997 e Mercedes si inventa un genere che fino ad allora non esisteva, quello dei SUV premium di grandi dimensioni. Sì, le sentiamo le voci di chi dice: “Stavamo bene anche senza”. Questione di punti di vista. Di sicuro, se non ci fossero arrivati a Stoccarda, sarebbero arrivati di lì a poco i colleghi - e rivali di sempre - di Monaco di Baviera. In BMW, infatti, lavorano quasi in contemporanea alla prima X5, che viene infatti presentata poco più di un anno dopo, per la precisione al Salone di Detroit del 1999. Certo, Mercedes aveva già in listino (da parecchio tempo peraltro) la Classe G e Land Rover era sul mercato con la Range Rover, ma la ML è parecchio diversa da entrambe. Rispetto alla prima è molto meno offroad e più “stradista”. Rispetto alla seconda è più piccola, meno cara, di più facile gestione. E queste sono le chiavi del suo grande successo.

Una base molto solida

Nonostante la sua filosofia sia molto diversa da quella della Classe G, la ML si basa su una meccanica da offroad dura e pura, vale a dire il telaio a longheroni e traverse. Per dare la raffinatezza richiesta ad un auto soprattutto stradale ci sono però le sospensioni a ruote indipendenti multibraccio. La prima ML è dunque un “ibrido”, il che la rende molto più godibile su strada rispetto alla sorella maggiore, ma molto meno precisa e confortevole rispetto alla BMW X5. Non solo l’assorbimento è molto poco automobilistico (sulle buche si rimbalza parecchio), ma lo sterzo a circolazione di sfere è a dir poco “approssimativo” nella percorrenza di curva. Molto offroad è anche la trasmissione, grazie ai due differenziali sugli assi e a quello centrale (sebbene non siano bloccabili), tutti i e tre gestiti da un’elettronica molto raffinata (per l’epoca, si intende).

Un debutto giurassico

Mercedes crede tantissimo nella nuova creatura, ma sa che c’è bisogno di spingerla parecchio, di farla conoscere a una clientela che non si aspetta un modello di questo genere dal marchio tedesco. Per questo motivo la fornisce alla produzione del film di Steven Spielberg, il successo planetario “Il mondo perduto - Jurassic Park”, del 1997 appunto (due esemplari sono esposti agli Universal Studios di Orlando, uno al Museo Mercedes-Benz di Stoccarda e uno nel Visitor Center dello stabilimento Mercedes in Alabama). Un legame propizio, quello con il film di Spielberg, per la ML, che infatti incassa subito un numero inaspettato di ordini: circa 50.000 nel primo anno, nonostante la commercializzazione avvenga, inizialmente, solo negli Stati Uniti e in Canada. I motori? Al debutto la scelta è limitata a due alternative, entrambe a benzina: ML230 (2,3 litri da 150 CV) e ML320 (3,2 litri da 218 CV). Questi due sono i propulsori con cui la tedesca viene venduta anche in Europa, almeno all’inizio.

Passaporto americano

Il legame della ML con gli Stati Uniti è molto forte anche perché lì ci nasce (la progettazione e il design vengono realizzati in Germania): è la prima auto che esce dallo stabilimento MBUSI (Mercedes-Benz U.S. International), Tuscaloosa, Alabama. Proprio i natali americani, secondo alcuni, sono il motivo per cui la vettura non rispetta al 100% i canoni qualitativi delle Mercedes che escono dai cancelli delle fabbriche di Stoccarda. In una celebre “dimostrazione”, Jeremy Clarkson (allora a Top Gear), infilò un dito fra due lamierati. Qualcosa di inconcepibile per gli standard Mercedes. Anche l’affidabilità della meccanica non è ai livelli di “indistruttibilità” delle berline con la stella sul cofano. Non manca però una grande attenzione per la sicurezza: fanno parte della dotazione il controllo elettronico di stabilità (all’epoca non così diffuso), ovviamente l’ABS e quattro airbag.

Il diesel e la AMG “da calciatore”

Poco dopo l’inizio della commercializzazione in Europa, la ML viene arricchita della motorizzazione a gasolio, irrinunciabile per convincere i potenziali clienti del Vecchio Continente a sceglierla al posto di una Classe E. Si tratta del 5 cilindri da 2,7 litri: un motore robusto, parco nei consumi (certo, le dimensioni della ML si fanno sentire…), ma senza dubbio rumoroso e ruvido come ogni 5 cilindri tende a essere. All’estremo opposto, al top della gamma, si posiziona invece il V8 5.4 da 347 CV della versione 55 AMG. E’ con questa versione della ML che inizia a diffondersi il luogo comune del “SUV uguale auto da calciatore”.

Le evoluzioni e le rivoluzioni

Il primo restyling della ML è datato 2001. Si ammoderna il look, viene migliorato il comportamento stradale e ampliata la dotazione tecnologica. Arrivano anche gli airbag a tendina e, a richiesta, la terza fila di sedili (piuttosto “di fortuna”, a dir la verità, ma comunque molto comodi in caso di necessità). Si amplia la gamma motori: fra i diesel arriva un ben più “nobile” - rispetto al 2.7 - V8 4.0 biturbo della 400 CDI, capace di 250 CV; fra i benzina compare invece il 5.0 da 292 CV. Altre novità sono il 3.7 da 245 CV della 350, che sostituisce la 320. La seconda generazione, completamente rinnovata, è decisamente più bella da guidare e confortevole in tutte le situazioni: la scocca portante e l’abbassamento della carrozzeria sortiscono i loro effetti (molto) positivi. Questa generazione viene rinfrescata nel 2008 per essere poi sostituita dalla terza generazione nel 2011. Quest’ultima conosce un “doloroso” (data la notorietà del modello, ormai diventato quasi brand a sé) cambio di nome: Mercedes decide di mettere un po’ di ordine nella “giungla” di sigle che ormai riempie il suo listino e la ML diventa GLE.

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Tag: Retrospettive , auto europee , auto storiche


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