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Prototipi e Concept

pubblicato il 14 febbraio 2008

Rinspeed sQuba

Un “giocattolo” svizzero ad emissioni zero e... sottomarino!

Rinspeed sQuba
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Nel 1977, James Bond - Roger Moore, al volante della sua fiammante Lotus Esprit nel nuovo capitolo della saga dell'agente segreto più famoso nel mondo, La spia che mi amava (titolo originale: "The spy who loved me"), l'affascinante 007 si gettava in acqua con tutta scioltezza, rendendo la supercar inglese un piccolo sommergibile. C'è un solo problema: la scena non era vera ma un'animazione.

Nel 2008, Rinspeed trasforma in realtà il sogno dell'uomo di avere un veicolo per esplorare gli abissi e il misto stretto contemporaneamente. Il veicolo "anfibio", effettivamente, non è una novità. I più "romantici" ricorderanno sicuramente la Gibbs Aquada, o ancora più indietro negli anni, la famosa Amphicar: in entrambi i casi si trattava di auto in grado di viaggiare su strada e, all'occorrenza, di diventare una sfiziosa barchetta. Quello che in realtà è sempre mancato è stato il coraggio di un'auto che potesse esplorare i fondali.

Come al solito, c'ha pensato il genio creativo di Frank M. Rinderknecht, boss di Rinspeed, a creare il primo veicolo al mondo che va in strada e sott'acqua: la Rinspeed sQuba. "Per trent'anni ho tentato di immaginare come sarebbe potuto essere possibile costruire un'auto che potesse "volare" sui fondali. Ora abbiamo realizzato questo sogno. Ed è questo stabile "volo" che rende la sQuba un veicolo differente da un mezzo militare anfibio, costruito per navigare a pelo d'acqua. "Senza dubbio, non è stato facile costruire un auto che fosse impermeabile e resistente alla pressione generata dall'acqua fino a una profondità di 10 metri - racconta Rinderknecht. La sfida più grande, tuttavia, è stata quella di rendere un'auto agile sotto acqua come un pesce.

Non è difficile riconoscere nelle sue forme un'altra variazione sul tema della Lotus Elise (la Tesla Roadster, supercar a motore elettrico, è un altro esempio). Lo specialista svizzero Esoro, titolare dell'implementazione di tutto il progetto, si è occupato della preparazione dell'auto: è stato rimosso il motore a combustione standard e sono stati installati tre motori elettrici. Il primo fornisce propulsione su strada, gli altri due durante l'utilizzo acqueo. Questi sono due supportati da due motori a idrogetto sistemati anteriormente. Sono due dispositivi estremamente leggeri grazie all'utilizzo di nano-tubi di carbonio, in grado di fornire la propulsione e la direzionalità alla Rinspeed sQuba quando fosse immersa in acqua.
Così facendo, la sQuba, alimentata con batterie agli ioni di litio, si può fregiare dell'onorevole titolo di veicolo a "emissioni Zero". La sua vocazione "eco-compatibile" specchio della filosofia di Frank M. Rinderknecht, continua anche nell'uso dei lubrificanti, totalmente biodegradabili.

I suoi contenuti tecnologici d'avanguardia non hanno riguardato lo sviluppo della propulsione marina. La sQuba, infatti, dispone, per la guida su strada di un sofisticato sistema di tecnologia laser sviluppato dalla Ibeo LUX di Amburgo, che rende non più indispensabile la presenza del pilota per condurre l'auto. Equipaggiata con una serie di sensori, è in grado di viaggiare da sola fornendo così un aiuto determinante al rispetto dei principali dettami che determinano i principi della sicurezza alla guida (pedoni, frenate d'emergenza, protezione in caso di collisione, assistenza durante il traffico)

La carrozzeria è stata scelta in configurazione Spider (o Targa, o Roadster...). Le ragioni sono di varia natura: innanzitutto è più sicuro per gli occupanti, i quali possono facilmente abbandonare il veicolo in caso di pericolo. In secondo luogo perché una carrozzeria coupé avrebbe formato una bolla d'aria nell'abitacolo che avrebbe costretto a zavorrare pesantemente il corpo vettura: per consentirle di immergersi, la Squba avrebbe dovuto avere un peso di almeno due tonnellate. Naturalmente nell'abitacolo è stato installato un kit di bombole ed erogatori per i due passeggeri. La procedura è semplice: non appena si aprisse la portiera, la vettura comincerebbe a imbarcare acqua e, delicatamente, a immergersi; una volta che i passeggeri fossero usciti dall'auto, questa riemergerebbe da sola automaticamente.

L'abitacolo è rivestito con speciali tessuti e materiali innovativi forniti dalla Strahle + Hess, resistenti all'azione corrosiva dell'acqua salata. Anche le ruote hanno una tecnologia speciale: prodotte dalla AEZ sono realizzate in alluminio per contenere il peso e sono verniciate con uno speciale prodotto in grado di offrire totale impermeabilità all'acqua (soprattutto quella salata). L'atmosfera è impreziosita e resa esclusiva da ulteriori particolari in madreperla e diamantati, opera della KGS Diamonds.

Rinspeed sQuba

Un'auto subacquea per davvero: guardate il video per credere!

Rinspeed al Salone di Ginevra 2008

Rinspeed al Salone di Ginevra 2008

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Prototipi e Concept


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