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pubblicato il 10 maggio 2017

Obama bacchetta Trump sulle emissioni: “Il privato ha già deciso”

L’ex Presidente ha portato ad esempio l’automobile per anticipare un futuro sempre più verde (e anti-Repubblicano)

Obama bacchetta Trump sulle emissioni: “Il privato ha già deciso”

Non importa cosa pensa la politica, l’industria ha già deciso: “il nostro futuro è quello delle energie pulite e (il settore privato) sta investendo in questo senso". Barack Obama, intervenuto a Milano al The Global Food Innovation Summit, la pensa così e molto diplomaticamente ha “bacchettato” dal palco italiano il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che non solo sta cercando di cancellare le sue politiche ambientali (e di altro tipo, pensiamo anche alla sanità), ma è un convinto sostenitore del petrolio (e dei petrolieri). In un discorso relativo alle energie pulite Obama ha tirato in ballo l’automobile come primo esempio di cambiamento e si è anche lanciato ad immaginare come cambierà il nostro prossimo futuro grazie all’auto che si guida da sola.

Una strada già segnata

Barack Obama ha iniziato il suo discorso elogiando la democrazia e sostenendo che sia giusto avere idee completamente diverse. Subito dopo però ha ricordato che sebbene Trump voglia rivedere al rialzo le soglie sulle emissioni inquinanti che la sua amministrazione aveva dettato alle case automobilistiche, il settore privato “ha già programmato investimenti sulle energie da fonti rinnovabili e quindi, anche se il passo potrà rallentare, la direzione del percorso è tracciata”. Specifichiamo meglio: Trump vorrebbe abolire la soglia di 23 km/l da raggiungere entro il 2025 ed ha messo a capo dell’EPA (United States Environmental Protection Agency) Scott Pruitt, un uomo convinto che il cambiamento climatico non dipenda da scelte sbagliate dell’uomo. “Confido nel fatto che gli Stati Uniti continueranno a muoversi nella giusta direzione” in fatto di politiche climatiche, ha detto Obama.

L’America è divisa

Non serviva certo il discorso di Obama per sapere che negli Stati Uniti ci sono grandi sostenitori di Trump e grandi oppositori. La sua elezione ha spaccato il Paese e in molti hanno protestato nel giorno del suo insediamento. Sta di fatto che a Washington decide lui, ma altri Stati (e alcuni giudici) gli stanno mettendo i bastoni tra le ruote e Obama ha fatto un esempio molto chiaro a proposito di auto: “Avevamo fissato standard elevati in termini di emissioni per le macchine e anche se Trump li cambierà, la California, che è il mercato di sbocco più importante per l’industria automobilistica, ha già fissato i suoi standard pensando proprio alle emissioni, e chi vuole vendere auto in California comunque dovrà adeguarsi”. “La buona notizia - ha aggiunto Obama - è che la tecnologia si sta muovendo in modo più veloce di quello che ci stavamo aspettano durante gli otto anni del mio mandato; gli Stati Uniti hanno triplicato la produzione di energia eolica e decuplicato quella solare e il costo dell’energia da fonti rinnovabili è ormai simile al costo unitario dell’energia realizzata da gas e petrolio”.

Il discorso Tesla

Parlando di energie rinnovabili e investimenti già programmati è facile pensare subito a Tesla. Come vi abbiamo spiegato in questo articolo, ad Elon Musk conviene stare con Donald Trump, per riuscire magari ad ottenere incentivi all’acquisto o un potenziamento dell’infrastruttura di ricarica. Il suo asso nella manica è la produzione massiccia negli Stati Uniti (argomento delicato che Trump ha sfruttato per trovare accordi anche con FCA, GM e Ford), dove Musk ha aperto anche la sua Gigafactory. Inoltre Trump lo ha già eletto a consigliere. Ma quanto riuscirà ad ottenere? La strada è sicuramente difficile, basta ricordare che Trump ha da poco dato il via libera agli oleodotti che Obama aveva bloccato (il Dakota Access attraversa le terre sacre dei Sioux e il Keysonte Xl servirà a trasportare 800 mila barili di petrolio al giorno dal Canada alle raffinerie di Texas e Louisiana). Le proteste comunque sono già partite.

La guida autonoma cambierà la società

Messo Trump da parte, l’ex Presidente del Partito Democratico si è confermato ancora una volta una persona molto attenta al settore automobilistico e ha tirato in ballo la tecnologia, ricordando che la guida autonoma ha compiuto passi da gigante ed è quasi pronta per entrare nelle nostre vite a tutti gli effetti. Servono però delle regole e, “dopo aver introdotto la legislazione adeguata - ha detto -, bisogna comunque chiederci cosa faremo fare a quei 4 milioni di famiglie americane che si guadagna da vivere facendo i conducenti di camion e autobus. Bisognerà creare nuovi posti di lavoro”. La stretta relazione tra l’intelligenza artificiale e il mercato del lavoro sembra quindi il nuovo tema del confronto politico, almeno in America. E su questo punto aspettiamoci di ascoltare sempre più dichiarazioni da ambo le parti. Trump ha quattro anno di governo di fronte a sé, ma a quanto pare l’opposizione è tutt’altro che docile.

[Foto: BBC]

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Tag: Attualità , mobilità sostenibile , carburanti alternativi , inquinamento , dall'estero , carburanti


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