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pubblicato il 9 maggio 2017

Revisione auto, l'Ue impone nuove regole contro le truffe

Ci sono 5 aspetti chiave legati alla vicenda e noi ve li spieghiamo, punto per punto

Revisione auto, l'Ue impone nuove regole contro le truffe

“Nasce il Certificato di revisione contenente i dati rilevati in sede di controllo, compreso il chilometraggio”: a dirlo è Raffaele Caracciolo responsabile del settore auto dell’Unione Nazionale Consumatori. Tutto prende inizio dalla Direttiva Europea 45 del 2014 che regola la revisione periodica obbligatoria delle auto: prevede il recepimento nell’ordinamento italiano entro il 20 maggio 2017 e che le disposizioni siano completamente operative dal 20 maggio 2018. In termini pratici, fra l’altro, ci saranno ispettori che verificheranno se il numero di chilometri indicato al momento della revisione è reale, con l’obiettivo di impedire le truffe delle vetture usate “schilometrate”: vengono vendute a un prezzo superiore a quello di mercato. In generale, ricorda Caracciolo, “sarà importante che il ministero dei Trasporti si attivi velocemente per stabilire un’efficace regolamentazione della materia a tutela dei consumatori e della leale concorrenza degli operatori”. Ma ci sono altri punti “caldi” della questione, come evidenziamo in basso.

Cinque aspetti chiave: Unione Europea in pressing

#1. Tutti coinvolti. L’UE preme sugli Stati membri per corrette procedure di revisione, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e di tutelare l’ambiente. L’Unione Europea sottolinea che, ai fini del controllo dei veicoli, in particolare per quanto attiene ai loro componenti di sicurezza elettronici, è fondamentale poter accedere alle specifiche tecniche di ogni singolo veicolo. Di conseguenza, “i Costruttori di veicoli dovrebbero fornire i dati necessari per la verifica del funzionamento dei componenti relativi alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente. Le disposizioni sull’accesso alle informazioni a fini di riparazione e manutenzione dovrebbero essere applicate in modo analogo a questo fine, consentendo ai centri di controllo di accedere alle informazioni necessarie per effettuare i controlli tecnici”.

#2. Quali informazioni. I dati dovrebbero contenere informazioni dettagliate, dice l’UE, “che consentano di controllare la funzionalità dei sistemi di sicurezza del veicolo, in modo tale da poterli testare nel contesto di un controllo tecnico periodico. Ciò è particolarmente importante nel settore dei sistemi a controllo elettronico e dovrebbe riguardare tutti gli elementi che sono stati installati dal Costruttore”.

#3. Proprietario responsabile. I veicoli utilizzati sulle strade pubbliche dovrebbero essere in condizioni di conformità al momento dell’uso. L’intestatario della carta di circolazione e, se del caso, l’utilizzatore del veicolo dovrebbero essere responsabili della conservazione del veicolo in condizioni di conformità. Al termine di ogni controllo dovrebbe essere rilasciato un Certificato di revisione. Questo dovrebbe includere, tra l’altro, informazioni sull’identità del veicolo e informazioni sui risultati del controllo. Il risultato del controllo tecnico dovrebbe essere reso disponibile per via elettronica. Nell’ottica di assicurare un appropriato seguito ai controlli tecnici, gli Stati membri dovrebbero raccogliere e conservare tali informazioni in una banca dati, specialmente ai fini dell’analisi dei risultati dei controlli tecnici periodici.

#4. Dettagli tecnici. I controlli tecnici dovrebbero riguardare tutti gli aspetti specifici attinenti alla progettazione, alla costruzione e all’equipaggiamento del veicolo sottoposto a controllo. La compatibilità tra parti e componenti, per esempio tra ruote e mozzo, dovrebbe essere considerata un fattore critico per la sicurezza e dovrebbe essere verificata nel corso dei controlli tecnici. Nell’ambito di questi elementi e considerando lo stato attuale della tecnologia dei veicoli, è opportuno (evidenzia l’UE) “includere i moderni sistemi elettronici nell’elenco degli elementi da controllare. Nell’ottica dell’ulteriore armonizzazione del controllo tecnico dei veicoli a motore è opportuno stabilire metodi di prova raccomandati per ciascuno di tali elementi”.

#5. Reati pesanti. La frode relativa al contachilometri, dice l’UE, dovrebbe essere considerata un reato passibile di sanzione, dato che la manipolazione del contachilometri può portare a una valutazione non corretta della conformità di un veicolo. L’indicazione nel certificato di revisione dei chilometri percorsi e l’accesso degli ispettori a tale informazione dovrebbe facilitare l’individuazione di manomissioni o manipolazioni del contachilometri. La Commissione dovrebbe valutare lo scambio di dati sulle letture dei contachilometri tra le autorità competenti degli Stati membri.

[Fonte foto]

Autore: Redazione

Tag: Attualità , unione europea


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