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pubblicato il 8 maggio 2017

Tesla, in arrivo Model Y e molto altro

Nuovi modelli, più batterie e la ricerca dei primi guadagni: uno sguardo per capire dove va l'azienda californiana

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Elon Musk ha in mente di risolvere il problema del traffico nelle metropoli attraverso una serie di tunnel sotterranei, costruiti da una società che ha voluto chiamare The Boring Company. Chi mastica l’inglese sa che boring vuol dire sia “noioso” che “scavare”. Più di recente Musk ha accolto un suggerimento da Twitter, pensando di affibbiare il nome Snoop Dug ai macchinari adibiti alla costruzione dei tunnel. Anche in questo caso il verbo to dug significa “scavare”, ma è evidente che l’ispirazione provenga dal rapper Snoop Dogg. Musk ha scelto un gioco di parole anche per i nomi delle Tesla, partendo con la Model S e passando dalle Model X, Model 3 e Model Y, che insieme formano la parola S3XY e definiscono l’ambizione della società californiana: guadagnare consensi in termini di vendite e anche in ambito finanziario, per effetto di una strategia che dovrebbe portare a un sensibile incremento delle vendite.

Due nuovi modelli e vendite a 500.000 unità l'anno

Oggi Tesla ha in vendita la berlina Model S e il crossover Model X, vetture entrambe molto ricche e costose: in Italia sono disponibili rispettivamente da 80.800 euro e 105.100 euro. Questi modelli sono riservati giocoforza a un bacino di automobilisti non molto ampio, fattore che incide a livello di produzione e vendite, che rimangono ancora molto lontane dagli obiettivi stabiliti: l’azienda californiana ha prodotto circa 84.000 vetture nel 2016, il 64% in più rispetto all’anno precedente, ma il ve-ro traguardo sono le 500.000 a partire dal 2018. Per raggiungerlo si aprirà al mercato di massa e lancerà nel 2018 la berlina media Model 3 (non si chiamerà Model E per “colpa” della Ford) e metterà in vendita nel 2019 il crossover Model Y, più compatto della Model X, che avrà le portiere ad apertura verticale ma una base meccanica inedita, più innovativa e funzionale rispetto alle altre: Musk ha anticipato che i cavi al suo interno misureranno in tutto 100 metri, quando sulla Model S superano gli 1,5 chilometri.

Parte dalla Gigafactory la strada verso i guadagni

Il deciso aumento della produzione avverrà dopo l’entrata a regime della Gigafactory, il colossale stabilimento a energia solare realizzato in Nevada, dove l’azienda costruisce da inizio 2017 buona parte delle batterie per le sue auto e che servirà per ridurre i costi dei materiali. La strategia dell’azienda è basata anche sull’arrivo di un camion elettrico, sul miglioramento delle tecnologie di assistenza alla guida (complice il ricorso alla nuova piattaforma Autopilot) e sull’incremento delle stazioni per la ricarica veloce delle batterie, i Supercharger, che cresceranno nel 2017 da circa 5.000 a circa 10.000 unità a livello globale. I nuovi punti di ricarica diventeranno a pagamento oltre una certa soglia, ma faranno diminuire le preoccupazioni dei clienti nei confronti dell’autonomia. Queste novità dovrebbero rendere Tesla un’azienda profittevole, tamponando così un’emorragia che non sembra arrestati: anche nei primi tre mesi del 2017 l’azienda è stata in rosso per 330 milioni di dollari.

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Autore: Redazione

Tag: Mercato , Tesla Motors , auto americane , auto elettrica


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