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pubblicato il 4 maggio 2017

Skoda Karoq, la prima volta con la nuova Yeti [VIDEO]

Il nuovo SUV è spazioso dentro e in movimento trasmette soprattutto solidità

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Auto nuova, nome nuovo. E così la Skoda Yeti è diventata Skoda Karoq, con una quindicina di centimetri in più di lunghezza, perché il telaio è completamente diverso. Come le cugine Volkswagen Tiguan e Seat Ateca, infatti, anche la Karoq ha la piattaforma modulare MQB, che in questo primo test drive in Estonia a macchina camuffata (raccontato con le immagini del video) ha dimostrato ancora una volta le sue doti.

Silenzio a bordo

Due i motori che Skoda ha messo a disposizione ai giornalisti per questa prova in anteprima, entrambi a 4 cilindri: 1.5 TSI turbo benzina da 150 CV e 2.0 TDI, sempre con 150 CV, cambio automatico doppia frizione a 7 marce e trazione integrale. Dopo i primi chilometri, la cosa che convince di più su entrambe le versioni è l’isolamento dall’esterno. Le ruote da 18 pollici digeriscono senza problemi anche le sconnessioni del percorso in mezzo ai boschi che si affacciano sul Mar Baltico. L’insonorizzazione del motore 2.0 TDI, in particolare, è migliore rispetto ad altri modelli Audi, Volkswagen o Seat che lo montano.

Una Skoda per chi non ci ha mai pensato

Non delude nemmeno il cambio automatico DSG a 7 rapporti, con cambiate veloci e fluide, così come la taratura scelta per lo sterzo, che nei pochi chilometri di test ha dato l’idea di avere una consistenza omogenea. Convincente anche la visibilità e la percezione degli ingombri, così come la disponibilità di spazio e l’impostazione degli interni, sempre pieni di soluzioni che migliorano la praticità ma più curati come estetica rispetto ad altre Skoda. Come sulla Kodiaq, d’altronde, che ha inaugurato un design interessante per questo marchio. E questo potrebbe far guadagnare al brand nuovi clienti. Non è un caso, tra l’altro, che BMW abbia di recente arruolato Jozef Kaban, il “capo” dei designer delle Skoda degli ultimi anni.

È ancora concreta, con motori per tutti

Poco convincente, d’altro canto, il materiale scelto per i rivestimenti dei pannelli porta, sia davanti che dietro. Al di là del fatto che è rigido, che ci può stare, è la finitura ad effetto vernice che lascia un po’ perplessi. A richiesta, comunque, Skoda ha deciso di non rinunciare a una delle peculiarità della Yeti, ovvero i sedili posteriori regolabili e rimovibili in maniera indipendente, come potete vedere nella nostra prova del #perchécomprarla. La motorizzazione d’ingresso, invece, non è più il 1.2 turbo benzina a 4 cilindri, ma il 1.0 TSI da 115 CV, sempre turbo ma a 3 cilindri, mentre per i diesel si parte dal 4 cilindri 1.6 TDI da 115 CV, disponibile anche con il cambio automatico a doppia frizione a 7 marce. Come potete leggere in questo articolo, la Karoq sarà anche la prima Skoda ad avere tecnologie nuove, come la strumentazione completamente digitale. Le immagini ufficiali verranno pubblicate il 18 maggio e la macchina sarà visibile dal vivo al Salone di Francoforte.

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Tag: Test , Skoda , auto europee


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