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Retrospettive

pubblicato il 30 aprile 2017

Maserati MC12 Stradale, il tocco di Schumacher

Concepita per le corse con il contributo del campione tedesco, adattata per la strada

Maserati MC12 Stradale, il tocco di Schumacher
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Il suo nome è tutto un programma: MC sta per Maserati Corse e 12 rappresenta il numero di cilindri, disposti ovviamente a V; Stradale, beh, non ha bisogno di spiegazioni. La MC12 è un oggetto ancora più raro ed esclusivo di una Ferrari Enzo: 50 esemplari la prima, 399 la seconda. Proprio con la vicina di casa di Maranello, però, l’hypecar modenese ha molto in comune. Il motore, per esempio, derivato direttamente dalla F1. Ma anche il cambio, rinominato per l’occasione Maserati Cambiocorsa, e il telaio: realizzato con la consulenza di Dallara, fa largo uso della fibra di carbonio. Soprattutto, ad accomunare i due “mostri” provenienti da quella Emilia Romagna che tante meraviglie ha regalato al mondo dei motori, è Michael Schumacher, il sette volte Campione del Mondo di F1 (di cui 5 con la Ferrari). Un pilota che non ne aveva mai abbastanza di guidare e, fra una sessione e l’altra in monoposto, si teneva caldo collaudando le auto stradali, ma anche gareggiando in go-kart, moto… Ma torniamo a lei, alla MC12.

Motore portante

Come la Ferrari Enzo e la F50 prima di lei, la MC12 è quanto di più vicino esista ad un’auto da corsa. Perché? Principalmente per il motore, posizionato alle spalle del pilota, longitudinalmente, per assolvere la funzione di elemento portante: ancorato alla monoscocca in fibra di carbonio, fa a sua volta da ancoraggio per il cambio e per le sospensioni posteriori. Massima rigidità, minimo peso. Già, le sospensioni posteriori: anche in questo caso c’è molto della Enzo, ma vale la pena tornarci su perché scrivere e leggere certe cose fa bene all’animo: schema push-rod (cioè con puntoni diagonali che lavorano in compressione) e triangoli sovrapposti, sia all’avantreno sia al retrotreno, per il massimo controllo dei movimenti della ruota. Il tutto, reso ancora più meticoloso dalla gestione adattiva. Per ridurre le masse non sospese - aspetto di fondamentale importanza ai fini dell’handling - si opta per cerchi in magnesio con pneumatici 245/35 davanti e 345/35 dietro. I freni sono ovviamente della Brembo, con dischi anteriori da 380 mm di diametro e posteriori da 335 mm, “morsi” da pinze a 6 e 4 pistoncini rispettivamente.

Un’astronave lunga oltre 5 metri

Chi ha un minimo di passione per il motorsport lo capisce al primo sguardo: la MC12 Stradale nasce prima di tutto per le corse e poi per la strada. Solo che per poter partecipare al campionato endurance FIA GT per il quale viene progettata deve essere prodotta anche in versione omologata: Maserati decide di farne 50, tutte ovviamente andate a ruba da parte di facoltosi appassionati (una di queste, l’unica nera mai prodotta, è stata venduta di recente a svariati milioni di euro). Dicevamo, il motorsport: a far capire lo scopo ultimo della MC12 è la sua lunghezza smisurata. 5 metri e 13 centimetri di fibre composite (il cui design è figlio della matita di Giorgetto Giugiaro), che “vestono” una meccanica in realtà molto più snella: sono le esigenze aerodinamiche, ovvero creare carico verticale senza compromettere troppo il coefficiente di penetrazione, a portare a tanto la lunghezza. Risponde invece alle richieste dei motoristi la presa d’aria posizionata in alto dietro l’abitacolo: serve a creare una pressione supplementare in aspirazione, che regala qualche cavallo al V12 alle velocità più alte.

Carrozzeria targa, tanta cura dentro

100% racing è anche la scelta della configurazione della carrozzeria: la MC12 è una vettura scoperta con tettuccio rigido rimovibile. Si opta per questa soluzione perché è quella che permette di arrivare più facilmente al peso desiderato dai progettisti: 1.335 kg. Un peso ripartito per il 59% dietro e il 41% davanti e, dai 200 km/h in su (quando il carico generato dall’enorme ala posteriore si fa sentire in pieno), per il 66% dietro e per il 33% davanti. La stranezza, che è tale solo per chi non conosce il marchio Maserati, sta nella cura posta nelle finiture dell’abitacolo: se si pensa al minimalismo della Enzo, può sembrare strano che la MC12 offra rivestimenti in pelle blu e dettagli in un pregiatissimo materiale chiamato Brightex. Come sulla Enzo, invece, non c’è posto per radio e per qualsivoglia dispositivo per la riproduzione della musica. Cosa volere di più, del resto, quando dietro le spalle si ha un V12 pronto a cantare su comando? Un 6.000 con lubrificazione a carter secco, capace di 630 CV e 652 Nm di coppia, per 330 km/h di velocità massima, uno 0-100 km/h in 3,8 secondi e uno 0-200 km/h in 9,9 secondi. Il prezzo? 720.000 euro, nel 2004. Oggi molto di più, roba da collezionisti.

 

Maserati MC12 a Goodwood

La Maserati MC12 impegnata sulla salita del Goodwood Festival of Speed 2014. A guidarla c'è Michael Bartels.

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Tag: Retrospettive , Maserati , auto storiche , auto italiane , gare


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