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pubblicato il 12 febbraio 2008

Il mito della velocità

A Roma una mostra su Arte, motori e società nell’Italia del ‘900

Il mito della velocità
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Dal prossimo lunedi 19 febbraio sino al 18 maggio, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, ospiterà la mostra "Il Mito della velocità" che - utilizzando le più diverse forme di arte ed il tema dei motori come principale leva interpretativa - condurrà il visitatore lungo un percorso in sei tappe che illustrerà l'evoluzione della società italiana nell'arco del secolo appena trascorso.

Auto, ma anche naviglio ed ali, arte e design, comunicazioni e moda e ancora velocità nella crescita dell'economia e nei ritmi di vita ed infine cinema e velocità; quindi non solo la velocità strettamente connessa ai motori ma la sua rappresentazione nell'arte, dal Futurismo agli artisti più recenti, la declinazione di concetti più ampi quali la velocità della luce, della materia e dell'informazione sino ad arrivare alla velocità del cambiamento nell'evoluzione del costume e nel mondo della moda.

Automobili di varie epoche, motociclette, aerei, fotografie storiche e video, bozzetti di design e modelli, prototipi ed opere d'arte accompagneranno i visitatori in un viaggio che gli organizzatori definiscono "un percorso dell"anima e del corpo, culturale e sensoriale". In effetti i modelli esposti - uno dei principali motivi di attrazione di questa esposizione - colmeranno la vista, solleciteranno la memoria e solleticheranno l'immaginazione attraverso un viaggio ideale che dall'inizio dello scorso secolo ci condurrà ai primi anni di quello in corso in una staffetta ideale fra Fiat 130 HP Gran Prix del 1907 ed Alfa Romeo G. P. Tipo C 12 del 1936, fra la mitica Alfetta del 1951, e la bianca Maserati Eldorado che nel '58 tentò di conquistare Indianapolis, per arrivare infine ai giorni nostri rappresentati dalla "Rossa" per eccellenza: la Ferrari F1 di Schumacher.

Ma in fatto di velocità solo una due ruote può farne assaporare sino in fondo l'ebrezza; ed eccoci allora pronti a indossare idealmente uno spolverino in omaggio alla S.I.A.M.T. del 1911 ed alla Frera del 1923, un casco in cuoio per un giretto sulla Gilera Rondine 4 cilindri del 1936 o sulla Ducati Marianna del 1955 oppure un integrale in carbonio per affrontare l'Aprilia SRW 250 del campione Lorenzo e la Ducati Desmosedici di Stoner.

A far da ideale e blasonato testimone del passaggio fra le due epoche troveremo infine la gloriosa MV Agusta del '65 di Giacomo Agostini del 1965.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , formula 1 , VIP , piloti , mostre


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