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pubblicato il 24 aprile 2017

Revisione auto, dal 2018 cambia tutto

Con la riforma arriva il Certificato che garantisce i km percorsi

Revisione auto, dal 2018 cambia tutto

Ormai è pronta la riforma della revisione periodica obbligatoria dell'auto che arriverà nel 2018. Per capirla, occorre però partire da una funzione del Portale dell'automobilista (del ministero dei Trasporti): in teoria è possibile conoscere il chilometraggio effettivo di una vettura come rilevato dalla più recente revisione, ossia come inserito da un addetto alla revisione. E' sufficiente scegliere il tipo di veicolo e inserire il numero di targa: il sistema, almeno stando alle promesse, mostrerà la data e l'esito della revisione, insieme al numero dei chilometri. Qual è l'obiettivo? Facile: prevenire le truffe dei furbetti che vendono un'auto usata a un prezzo troppo alto. Per farlo, ricorrono allo "schilometraggio" facendo sembrare che la macchina abbia molti km in meno del reale: vedi qui la nostra guida sull'usato. Ed ecco la novità: entro il 20 maggio 2017, il Governo italiano deve recepire una normativa europea (direttiva 45/2014), effettiva dal 20 maggio 2018, che rivoluziona la revisione, come potete leggere in basso.

Cosa cambierà

Come evidenzia Raffaele Caracciolo, responsabile del settore auto dell'Unione Nazionale Consumatori, la direttiva europea stimola gli Stati membri dell'UE a migliorare le revisioni periodiche obbligatorie dei veicoli con regole più severe sia per il personale che effettua gli interventi sia per il proprietario dell'auto che diventa garante dello stato della sua vettura. Saranno infatti gli ispettori, con poteri di controllo, che verificheranno anche se il centro revisioni ha inserito il dato corretto nel Portale dell'automobilista. La registrazione della percorrenza del veicolo, e quindi il chilometraggio percorso, resta un obbligo di legge (già oggi lo è), ma più controllabile: questo dovrebbe ridurre le frodi che sono ancora molto frequenti nella vendita delle auto usate. Nasce poi il Certificato di revisione, che rende sia il centro revisioni sia il proprietario dell'auto ancora più responsabile dello stato del veicolo. Nessuna novità invece sulla frequenza di revisione: dopo 4 anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni 2 anni.

Occhi aperti

La direttiva dedica molta attenzione alla qualità delle revisioni e alla necessità di evitare qualsiasi conflitto di interessi tra chi esegue la revisione e chi si occupa di riparazioni. Occorre inoltre una supervisione da parte dell'Autorità governativa. Come spiega Caracciolo, "gli Stati membri dovrebbero conservare la responsabilità dei controlli tecnici in ogni caso, anche se il sistema nazionale consente di autorizzare a effettuare controlli tecnici soggetti privati, compresi quelli che effettuano anche riparazioni di veicoli".

Numerosi vantaggi e una debolezza

Al di là della possibilità di limitare le frodi nella vendita dell'usato, con la normativa europea c'è pure un vantaggio a livello di sicurezza stradale: oggi i vecchi veicoli con centinaia di migliaia di km sulle spalle circolano come se avessero percorso meno km. In realtà, in fatto di manutenzione e tagliandi, necessitano di maggiori controlli, per abbassare le possibilità che vengano coinvolti in incidenti stradali. Analogamente oggi un vecchio mezzo che inquina tanto a causa di una elevata percorrenza non rilevata è un pericolo a livello ecologico. Resta tuttavia un punto debole: il servizio del Portale dell'automobilista vale solo per le auto più vecchie di 4 anni, ossia da quando scatta per legge la prima revisione obbligatoria, e il numero di km si riferisce al momento della revisione: prima, il proprietario del mezzo potrebbe sempre abbassare la percorrenza del mezzo per rifilare un bidone all'acquirente.

 

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale , usato auto , manutenzione


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