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Prototipi e Concept

pubblicato il 24 aprile 2017

Dossier Concept Dimenticate

Honda Argento Vivo, la spyder per chi non sta mai fermo

Il prototipo, disegnato da Pininfarina, ha linee morbide e sinuose come le goccioline di mercurio

Honda Argento Vivo, la spyder per chi non sta mai fermo
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Le case automobilistiche del Sol Levante hanno sempre mostrato una particolare affezione nei confronti della lingua italiana, scegliendo termini dal nostro vocabolario per i loro modelli: Daihatsu ha optato per le parole Compagno e Materia, Toyota per l'aggettivo Carina e Suzuki per il "gusto" Cappuccino. Alle orecchie suona piacevole e melodico anche il nome Argento Vivo, utilizzato nel 1995 per il prototipo di una Honda, ma solo una minoranza degli appassionati giapponesi immagina che questi due vocaboli insieme hanno una sfumatura ben precisa: chi ha l'argento vivo addosso è una persona vivace e frizzante, dinamica come dev'essere una spyder ad alte prestazioni. Non a caso la Honda Argento Vivo è stata una scoperta a due posti secchi essenziale e priva di fronzoli, ispirata da Pininfarina e costruita in alluminio.

La carrozzeria è in due colori e materiali

L'espressione argento vivo deriva dall'antico nome usato per indicare il mercurio, materiale di colore argento lucido con la particolarità di restare allo stato liquido a temperature ambientali. Chi ha mai rotto un termometro sa che in questa forma il mercurio è ingovernabile. Da qui l'ispirazione: la Honda Argento Vivo è una spyder dalla verniciatura appariscente e luminosa, ben piazzata e con linee semplici ma accattivanti, molto pulite, che si rifanno alle goccioline di mercurio. Il cofano anteriore è liscio ma bombato in prossimità degli archi passaruota, i fari sono quasi mimetizzati intorno alla mascherina e la zona posteriore ricorda alcune spyder degli anni '60, grazie all'estrema pulizia delle sue linee. Pininfarina ha scelto per l'occasione una carrozzeria bicolore e bimateriale: la zona inferiore è blu, in fibra di vetro, mentre quella posteriore è in argento spazzolato di una tonalità si-mile al mercurio.

Il motore è un 2.5, ma c'è chi l'ha voluta con un V12

Le forme essenziali della carrozzeria si ritrovano all'interno, dove sono accostati il blu dei pellami e il marrone del legno su plancia, pannelli porta e retro dei sedili. L'unica eccezione è rappresentata dalla plancetta con i comandi della radio e della climatizzazione, in metallo come le razze del volante e le bocchette d'aerazione. La Argento Vivo adotta una meccanica a trazione posteriore e un motore 2.5 a cinque cilindri, del quale però non si è mai conosciuta la potenza. Honda non avrebbe seguito però l'ispirazione della Argento Vivo per costruire la S2000, del 1998, ricordata come una delle più riuscite spyder ad alte prestazioni dell'epoca recente: vero è che la S2000 aveva un abitacolo a due posti secchi e linee molto pulite, come la Argento Vivo, ma il suo design era più deciso e non arrotondato. Stando ai racconti dell'epoca, il prototipo entrò nelle grazie del Sultano del Brunei e venne costruito per lui in cinque esemplari, dotati di un potente motore V12 di provenienza Mercedes.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Honda , auto giapponesi , car design


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